Giovedi d'Essai         

Ottobre - Dicembre 2002

Amen

di Tullio Kezich

a cura di Lucia Marino

La recensione di

Togliamo di mezzo, parlando di Amen, il simbolo pubblicitario con la croce a svastica, un infortunio del grafico Oliviero Toscani paragonabile a quello di Forattini che per aver rappresentato gli ebrei «deicidi» all’assalto di Betlemme ha costretto il suo giornale a chiedere scusa. In realtà il dramma in versi di Rolf Hochhuth Il Vicario, discutibile finché si vuole, fu una cosa seria e per aver tentato di rappresentarlo Volonté finì in questura. Tirando fuori per primo lo scheletro dell’Olocausto dagli armadi pontifici, Hochhuth ha scatenato in quarant’anni polemiche e studi a valanga. Il tema è quello del preteso silenzio di Pio XII sullo sterminio ebraico, che un suo intervento avrebbe potuto forse mitigare;(...)  Nel film, meno aggressivo del dramma, vivono la penosa situazione due personaggi, uno reale, l’SS Kurt Gerstein (Tukur), incalzato dai rimorsi, e l’altro di fantasia, un giovane prete idealista (Kassovitz), uniti nel vano tentativo di indurre il Vicario di Cristo a esternare il suo sdegno. Evitando le facili scene di orrore concentrazionario, che lascia fuori campo come nella tragedia classica, Costa-Gavras sa narrare con ritmo avvincente una vicenda dal significato cristallino: non si tratta di condannare Pio XII, ma di capire la differenza che passa fra un leader, che agisce secondo opportunità, e l’uomo comune, che agisce secondo coscienza. «In cauda venenum»: se vogliamo un po’ di risentimento traspare soltanto nel finale, dove si ricorda che dopo il ’45 il Vaticano si votò al salvataggio dei nazisti in fuga.

 

h 21,00

7 Novembre 2002

Regia Costantin Costa-Gavras
Anno 2002
Origine Francia / Germania
Genere Drammatico
Durata 132 '

Personaggi

Interpreti

Mathieu Kassovitz   
Ulrich Tukur
Note & Premi