Giovedi d'Essai         

Ottobre - Dicembre 2002

Casomai

di Lietta Tornabuoni

a cura di Lucia Marino

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L´immagine d´una giovane coppia sposata può somigliare a quella di un duo di pattinatori che si muove su un terreno infido come la scivolosa fragilità del ghiaccio, che fa all´unisono evoluzioni armoniose, che può sbagliare o cadere ma si rialza e riprende a tracciare la coreografia della vita. Questa è l´idea che si fa del matrimonio Stefania Rocca, protagonista insieme con Fabio Volo di Casomai di Alessandro D´Alatri. Ma le buone volontà amorose possono trovarsi di fronte a ostacoli o impacci sociali. Dice un sacerdote: il motore delle nostre società è l´infelicità; le persone separate o divorziate sono migliori consumatori (due case, due auto, quattro telefoni); e la felicità, la riuscita di un legame coniugale turba gli altri, li rende inquieti, li fa sentire colpevoli o mutilati. A Milano, città delle immagini e delle maggiori pressioni sociali, si incontrano una ragazza truccatrice per la moda e un ragazzo che lavora nella pubblicità. Si piacciono, si amano molto, si sposano, hanno il primo figlio, rinunciano ad avere il secondo, si isolano un poco dagli amici e dai divertimenti della giovinezza, litigano senza sapere perché, si parlano poco, fanno poco l´amore, lui la tradisce per caso, lei viene a saperlo, soffrono, superano la crisi. Come tutti: sono le cose della vita, è l´amore semplice, l´amore quotidiano. Con una differenza: diversamente da altri, i due protagonisti credono nel loro legame, si sforzano di renderlo completo, si disperano nel vederlo logorarsi; la loro scelta è definitiva, non prevede «casomai» rinunce, vie di fuga, abbandoni. Il percorso usuale e banale della storia acquista nel film una forza speciale proprio da questo: dall´intensità del vivere, dal desiderio di perfetta felicità, dall´impegno amoroso dei protagonisti. «Casomai» presenta, oltre a un´ideologia dell´amore e del matrimonio, qualità diverse e non comuni. L´ambiente anche di lavoro, i rapporti con gli amici, hanno un´autenticità singolare: nulla sembra essere di carta, nato alla scrivania, al computer o sui giornali, tutto appare realistico, dotato di grande naturalezza e spontaneità. I protagonisti sono bravi: Fabio Volo, la cui esperienza di co-conduttore televisivo de «Le iene» e di autore del libro «Esco a fare due passi» non lo preparava al debutto come attore di cinema, è espressivo, schietto; di Stefania Rocca è notevole pure la capacità di invecchiare un poco, la differenza tra ragazza, moglie e madre che le si legge sulla faccia più opaca, il passaggio dei trent´anni che si vede nei gesti più lenti. Tutta la storia è incorniciata nel discorso del sacerdote che celebra il matrimonio dei protagonisti in una piccola chiesa di campagna: e anche se la struttura narrativa non è granché, il personaggio di prete lieto e severo è molto ben costruito. Alessandro D´Alatri, 47 anni, anche premiato regista di pubblicità, non dirigeva un film dal 1998 de I giardini dell´Eden: la sua finta ingenuità occulta una sincerità rara.

 

h 21,00

5 Dicembre 2002

Regia Alessandro D'Alatri
Anno

2002

Origine Italia
Genere Commedia
Durata 114'

Personaggi

Interpreti

Stefania Stefania Rocca
Tommaso Fabio Volo
Don Livio Gennaro Nunziante
Rino Mino Manni
Note & Premi