Giovedi d'Essai         

Ottobre - Dicembre 2002

Gosford Park

di Mariaccia Ciotta

a cura di Lucia Marino

La recensione di

Nel 1931 Clara Bow esce di scena e nel 1933 scende in campo Adolf Hitler. Nell'anno tra i due avvenimenti, è ambientato il film di Robert Altman Gosford Park, sospeso tra la fine del cinema muto, le belle speranze del XX secolo, e il cupo marcire dell'Europa sprofondata nel rimpianto del suo impero coloniale. Divisa tra rigidissime etichette - valletti, argenterie, esercito di servi, rituali - e l'ingordigia del denaro - operai schiavi e saccheggio dei paesi terzi. Il Sudan, colonia inglese, per esempio, dove sir Williams ha intenzione di aprire certe attività redditizie... Altman, che ha sfiorato l'Oscar (era candidato per la regia) si è ispirato ai gialli di Agatha Christie per il suo film corale ambientato nel novembre del 1932 in una dimora monumentale nella campagna inglese. Da America oggi (Short Cuts) a Inghilterra ieri, anzi domani, perché l'amarissimo clima di morte, la sensazione di uno sguardo nell'abisso sa di moderno. Ma l'ironia cattiva sugli States o quella più acida sulla Francia di Prêt à porter sfumano in questo lugubre ritratto della folla di nobili invitati per un week-end di caccia. Un cast di attori mozzafiato conducono le danze di Gosford Park: Maggie Smith, velenosa pettegola senza un penny, Kristin Scott Thomas, moglie spietata del padrone di casa, Emily Watson la sua inquieta cameriera-amante, attrice Dogma (Le onde del destino) evocata in questa specie di Festen britannica, dove tra cristalli e sete, incombono i più mostruosi segreti. Tipo: sir Williams approfittava delle sue operaie, e le costringeva, pena il licenziamento, a separarsi dai bambini concepiti, che finivamo in orfanotrofio o morivano di stenti. L'allegria oltraggiosa di Scene di classe a Beverly Hills del genio scomparso Paul Bartel si scorge in lontananza. Qui i mille intrecci inestricabili, complotti, dispetti, bugie, amori si fondono in una monotona massa oscura, in un ritmo senza ritmo, in un unico lunghissimo corteo di servi e padroni che scendono e salgono scale, dalle profondità nere delle cucine e dell'ala riservata ai domestici fino alle stanze damascate degli ospiti. Stephen Fry, Ryan Philippe, Derek Jacobi, Charles Dance intrecciano alta recitazione sulla sceneggiatura firmata da Julian Fellowes, e dove spiccano Alan Bates, capo cameriere, e Helen Mirren, capo del personale femminile, la «serva perfetta» a cui nulla sfugge. Sir Williams sarà ucciso. Per le indagini arriva una specie di parodia di Mister Poirot più Monsieur Hulot. Ma in realtà il gioco investigativo è diretto dall'occhio pervasivo della servitù, che più di ogni altro è «corpo del reato». Ma cosa c'entra Clara Bow, la «it girl», la ragazza con quel nonsoché degli anni venti di Hollywood? «Non voglio vederla circolare sul mio set!» urla al telefono il piccolo regista americano, oggetto di scherno per gli aristocratici inglesi, ospite d'oltreoceano, noto per le sue pellicole sul detective cinese Charlie Chan. Clara Bow, la rossa tutto pepe, spregiudicata attrice del silent movie, finì la sua carriera con il cinema sonoro a causa del suo sgradevole accento nasale tipico di Brooklyn. Così, mentre la villa di Gosford Park affondava nello scandalo e nel delitto, il regista americano, interpretato dal regista (e co-ideatore del film) Bob Balaban parlava al telefono con Hollywood per un'ennesima pellicola thriller in cui pretendeva Claudette Colbert al posto della bella Clara dalla brutta voce. Il sonoro segnerà la fine di feste e di comiche, di ricevimenti e di balli e darà al «resto del giorno» il sapore del sangue.

E' disponibile la recensione di GOSFORD PARK di "Movie Maniac"

 

h 21,00

17 Ottobre 2002

Regia Robert Altman
Anno 2001
Origine USA
Genere Giallo
Durata '

Personaggi

Interpreti

Costance Maggie Smith
Jennings Alan Bates
Michael Gambon  William McCordle
Elsie Emily Watson
 Sylvia McCordle Kristin Scott Thomas
Note & Premi

premio Oscar (2002):

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Miglior Sceneggiatura Originale