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Giovedi d'Essai |
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Ottobre - Dicembre 2003 |
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Il Film Della Settimana |
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Confessioni di una Mente Pericolosa |
di Alessandra Levantesi (La Stampa) a cura di Lucia Marino |
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Come stanno facendo in questo periodo altri divi di Hollywood, George Clooney ha deciso di passare alla regia scegliendo un romanzo a dir poco atipico, "Confessioni di una mente pericolosa". Si può leggerlo, magari con un certo divertimento, nella traduzione che ne pubblica Sonzogno. L’autore, Chuck Barris (73 anni), è stato produttore e a volte presentatore di show televisivi di grande successo, giudicati spesso dalla stampa eccessivamente aggressivi e volgari. Tra tutti il più popolare fu «The Gong Show», trasmesso dalla Nbc fra il 1976 e il 1988, qualcosa di simile a «La Corrida». Ovvero dilettanti allo sbaraglio sfottuti e maltrattati molto peggio di quanto facesse da noi il compianto Corrado. Sul calo della notorietà, Barris si provò a spararla grossa e scrisse questa «autobiografia non autorizzata», dove afferma di aver condotto in parallelo con la tv l’attività di killer al servizio della CIA, dichiarandosi responsabile di 33 omicidi in varie parti del mondo. Pochissimi si bevvero la storiella all’uscita del libro (1982) e nessuno lo comprò. E’ difficile immaginare perché mai lo abbia ripescato il bravo Clooney e ancor più difficile stabilire se il neoregista crede o meno alla veridicità della testimonianza. Siamo di fronte a una commedia bizzarra, girata con ambizioni formali non sempre padroneggiate, un po’ intrigante e un po’ irritante come il personaggio di cui traccia il ritratto (e che compare in prima persona nell’ultima immagine). Con dispettosa intelligenza Charles Kaufman, lo sceneggiatore candidato all’Oscar per il sibillino "Adaptation" dove si inventò addirittura un gemello collaboratore scrivente, ha indicato di raccontare la strana vicenda nello stile antirealistico, colorato e pop dell’epoca in cui si svolge: tutto un procedere fra allusioni e strizzate d’occhio, un modo che in fin dei conti sembra suggerire una gigantesca finzione. Il risultato non riesce ad essere del tutto convincente proprio per l’eccesso di intellettualismo; e anche per un’accentuazione dell’aspetto depressivo della personalità del protagonista. Il bravissimo Sam Rockwell (premio per il miglior attore alla Berlinale) sa comunque imprimere a Chuck Barris una sfaccettata individualità insieme arrogante e fragile, cinica e disarmante. E può contare su un contorno di classe: Clooney stesso nella parte di un sinistro reclutatore della CIA e Julia Roberts riproposta in un ruolo insolito se la godono a fare le spie come le reinventa il cinema.
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RECENSIONE DI MOVIE MANIAC
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in programmazione...
Giovedi 6 Novembre 2003 h 21,00 |
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| Regia | George Clooney | ||
| Anno |
2003 |
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| Origine | USA | ||
| Genere | Commedia | ||
| Durata | 113 ' | ||
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Personaggi |
Interpreti |
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Chuck Barris |
Sam Rockwell | ||
| Penny | Drew Barrymore | ||
| Patricia |
Jiulia Roberts |
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| Agente CIA Jim Byrd | George Clooney | ||
| Keeler | Rutger Hauer | ||
| Note
& Premi
National Board of Review (2003): NBR Award Migliore Sceneggiatura (Charlie Kaufman) Special Achievement Award (George Clooney) |
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