Giovedi d'Essai         

Gennaio - Maggio 2003

Angela

di Silvia Colombo (Duel)

a cura di Lucia Marino

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Che cosa é stato il cinema di Roberta Torre fino adesso? Vedere Tano da morire e Sud Side Story é come salire su una di quelle macchinette traballanti che si tuffano sui binari dei vecchi tunnel dell'amore (o dell'orrore) che una volta erano il cuore dei Luna Park e delle fiere, delle tribù itineranti sparse per il paese. Un piccolo viaggio nel buio, dove si illuminano a scatti scheletri ghignanti e occhi fosforescenti, cuori di plastica e mostri improbabili, lampi di cartone e flash stroboscopici, gorghi e vortici, rumori sinistri e ingenui spaventi. Cosi era Tano da morire e ancora di più Sud Side Story, dove il baraccone cinematografico é anche casbah folle, mercato caotico, John Waters e Pappi Corsicato, documentario e musical, danza orientale e litania mafiosa, Nino D'Angelo e Little Tony. La milanese Roberta Torre si innamora di Palermo e vede la cittá siciliana come l'incantesimo di un mago truffatore, la danza esotica di una tribù indigena, il teatrino di un artista di strada. Tutto finisce mescolato nel calderone della strega, fino al pastrocchio, al groviglio e all'approssimazione. Fino alla girandola, là dove la velocità è così alta che i colori si mischiano in una scia luminosa e indistinta. Palermo é vista attraverso il binocolo di chi si affaccia a un safari insolito, di chi sogna l'Africa in giardino. Roberta Torre, dopo Tano da morire e Sud Side Story gira questo Angela, sempre con Daniele Ciprì come direttore della fotografia, un grande occhio dietro la macchina da presa ipnotizzato da una figura di donna. Partito dal ritratto "tipico", dettato da un'interpretazione stereotipata della regalità mafiosa, Angela é il film che segna il ritorno al ritratto "fisionomico", alla copia da vero. Angela, nata e cresciuta a Ballaró, il quartiere mercato di Palermo, attratta dal lusso e dai soldi facili, si sposa a vent'anni con Saro, che usa un negozio di scarpe come copertura al traffico di droga: lavora come commessa nel negozio del marito e come corriere della droga rifornisce i clienti, finché la relazione clandestina con un socio in affari del marito le fa intravedere una vita diversa e congela l'angoscia a un altro tempo («Lasciatemi almeno la consolazione della carne, anche se so che non serve a fare una buona morte», ha scritto Dario Bellezza). Secondo la logica del pedinamento, la Torre segue la sua eroina nelle strade di Palermo (vero e proprio sacco amniotico: pioggia e luce, estate e inverno passano nella boccia di vetro di una città innamorata solo di se stessa), risale la corrente della tradizione fino a citare Godard e a ridisegnare le coordinate del melodramma. Il cinema si addensa attorno a un nome di donna, per mettere a fuoco un solo volto. Angela é una di quelle creature che si illuminano, di cui ci si innamora lentamente. Il film si apre a mano a mano che si chiude su di lei. Angela, la gazza, é una bambina che ruba la luce perché terrorizzata dal buio: c'é una scena in cui mentre lei si porta al collo una collana, una dissolvenza inghiotte tutto, fino a che rimane solo il brillio delle pietre a riverberare sulla superficie, ancora un attimo, quando lei é già sparita sul fondo. Questo nero sgranato, pieno di luccichii come plancton sul mare: il cinema resta come un bacio prolungato sulla superficie della fotografia.

h 21,00

24 Aprile 2003

Regia

Roberta Torre

Anno

2002

Origine Italia
Genere Drammatico
Durata 95 '

Personaggi

Interpreti

Angela Donatella Finocchiaro
Masino Andrea Di Stefano
Saro Mario Pupella
Mimmo Erasmo Lobello

Note & Premi