Giovedi d'Essai         

Gennaio - Maggio 2003

L'Imbalsamatore

di Aldo Fittante (Film TV)

a cura di Lucia Marino

La recensione di

Parte da un fatto di cronaca (l'omicidio di Domenico Semeraro, detto "il nano di Termini", avvenuto a Roma nel 1990) ma subito prende direzioni iperrealistiche la quarta bellissima prova nel lungometraggio di Matteo Garrone, giustamente assai apprezzata a Cannes 2002 alla "Quinzaine". Se in Terra di mezzo, Ospiti ed Estate romana le storie erano, innanzitutto, questioni di geografia, di urbanistica applicata ai confini territorialmente e sociologicamente di frontiera, ne L'imbalsamatore Garrone si inoltra nelle strade perdute della psiche, nelle contaminazioni chimiche di tre personaggi così lontani e così diversi tra loro da tracciare percorsi dentro gli spazi e nelle distanze creati dall'impossibilità di essere normali. Non a caso l'ambientazione galleggia nello spettrale Villaggio Coppola del litorale casertano: una specie di "incubo inurbano", dove l'architettura é un optional e gli uomini ombre stagliate all'orizzonte. Più che David Lynch (il riferimento oggi più facile e immediato), ritornano in mente Fassbinder e i suoi ambigui dolori. Quei dolori, quegli scarti, quell'ovvia incomprensione che impediscono a un uomo troppo piccolo, a un giovane troppo alto e a una ragazza con la bocca rifatta di interagire, di parlarsi e di vivere se non in forma di violenza.

VEDI LA RECENSIONE DI MOVIE MANIAC

h 21,00

13 Marzo 2003

Regia

Matteo Garrone

Anno

2002

Origine Italia
Genere Drammatico
Durata 101 '

Personaggi

Interpreti

Peppino

Ernesto Mathieux

Diego

Valerio Foglia Manzillo

Deborah

Elisabetta Rocchetti

Note & Premi