Giovedì d'essai

 

 

Rassegna AUTUNNO 2006

 

Settembre 2006 - Gennaio 2007

 
 

 Il Film Della Settimana

 

Anche Libero va Bene

Recensione di Sara Gambero

(-)

Scheda a cura di Lucia Marino

 

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Il debutto dietro la macchina da presa di Kim Rossi Stuart è sorprendente: l'attore dirige un film (Anche libero va bene) "famigliare", dolce, commovente, ma soprattutto dotato di una qualità rara da trovare nelle numerose storie cinematografiche che parlano di bambini e infanzia: quella di non scivolare negli inevitabili luoghi comuni e stereotipi del genere.   Un esordio cinematografico così sorprendentemente bello e inatteso da essere stato incluso nella prestigiosa "Quinzaine des Realisateurs" a Cannes per volontà dello stesso direttore artistico, che dopo averlo visto se ne è innamorato.

I protagonisti di Anche libero va bene - una famiglia composta da padre, madre e due figli – non sono individui buoni o cattivi: sono prima di tutto personaggi complessi, spesso fragili, e immaturi. Tanto che l'unico vero adulto del film, capace di vedere le cose in maniera realistica e disincantata e di comprendere e alleviare la sofferenza altrui, risulta essere paradossalmente il più piccolo di tutti, l'undicenne Tommaso, il vero protagonista della storia. Storia che ruota intorno alla presenza/assenza della madre Stefania (una bravissima Barbora Bobulova), donna immatura e nevrotica che compare e scompare continuamente dalla famiglia. Così da scombinare il precario equilibrio instaurato dal padre Renato, amorevolmente comprensivo quanto verbalmente violento e iper-esigente nei confronti dei due figli, Viola e Tommaso.

Sul perché Kim Rossi Stuart abbia scelto di esordire alla regia con un film che parla dell'infanzia è lui stesso a spiegarlo: «Una volta giunti all'età adulta la vita diviene per molti un'esperienza più mentale e meno sensoriale, le cose non si vivono più con quella magica pienezza, quella tridimensionalità emotiva. È probabilmente questo, oltre alla voglia di raccontare la parte maggiormente fondante di una vita, il motivo che mi ha spinto a raccontare un'infanzia». «Senza dimenticare - precisa - che considerandomi io un "regista appena nato", non potevo che cominciare raccontando una storia di bambini. Una storia che non vuole avere una tesi, una morale ma semplicemente essere il racconto di un rapporto d'amore tra un padre e un figlio, o anche, se vogliamo, la storia di due uomini innamorati della stessa donna». Che con la sua immaturità e la sua incapacità di amare in maniera responsabile i propri figli, alla fine li responsabilizza e li costringe a crescere più in fretta.

Kim confessa poi di aver accettato di recitare ne Le Chiavi di casa di Gianni Amelio proprio per poter "spiare" il suo modo di girare e trattare l'argomento. La realizzazione della sceneggiatura di Anche libero va bene è durata tra anni e ai tempi delle riprese del film di Amelio era già avvenuta una prima stesura. D'altronde la passione di Rossi Stuart per la regia affonda le sue radici lontano, se è vero che appena diciannovenne si era presentato al suo agente con una sceneggiatura in mano. «Per fortuna che lui è stato cauto e mi ha spinto ad aspettare. Perché l'esperienza di attore è stata fondamentale, così come l'incontro con grandi registi, per aiutarmi a realizzare questo sogno di un film tutto mio».

Alla inevitabile domanda di rito se preferisca stare davanti o dietro la cinepresa l'attore-regista risponde: «Per fortuna non devo scegliere e ho il privilegio di poterle fare entrambe. Anche se - precisa -, il mestiere di regista permette di mettersi più a nudo e di cimentarsi non solo sulla forma ma anche sul contenuto delle storie». Vedendo questa opera prima viene da pensare che Kim sia dotato in entrambi i ruoli. Perché se come attore ci ha regalato interpretazioni intense come quelle del ragazzo difficile di Senza pelle o dello spietato Freddo di Romanzo Criminale, come regista è stato davvero bravo nel tratteggiare i caratteri del suo film con sensibilità e senza sbavature e nel dare un quadro drammatico ma realistico della famiglia moderna: lacerata, conflittuale, dove sono spesso i bambini a doversi far carico e a pagare gli errori degli adulti, e a dover compensare con la loro prematura crescita l'immaturità dei propri genitori. Ma anche a salvare con il loro affetto e la loro capacità di comprensione delle esistenze altrimenti fallimentari.

 

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La recensione di

Film in programmazione

Giovedi

9 Novembre 2006

h 21,00

Regia

Kim Rossi Stuart

Anno

2006

Origine Italia
Genere Drammatico
Durata 108 '

Personaggi

Interpreti

Renato Kim Rossi Stuart
Stefania Barbara Bobulova
Tommi Alessandro Morace
Viola Marta Nobili
   

Note & Premi

 

2006, Copenhagen International Film Festival:
Premio Migliore Direttore della Fotografia (Stefano Falivene)
Premio Migliore Regia

2006, Festival delle Cerase:
Premio Film Rivelazione (Kim Rossi Stuart)

2006, Festival International du Film de Cannes:
Prix Art & Essai - Cicae

2006, Globi d'Oro:
Premio Migliore Attore Rivelazione (Alessandro Morace)

2006, Magna Graecia Film Festival:
Premio Annecy

2006, Premio Sergio Amidei:
Premio Sergio Amidei (Linda Ferri)
Premio Sergio Amidei (Kim Rossi Stuart)
Premio Sergio Amidei (Francesco Giammusso)
Premio Sergio Amidei (Federico Starnone)
Quinzaine des realisateurs.