Ermanno Olmi ritorna al cinema con
un film che è un nuovo capitolo del suo percorso cinematografico-cristiano.
Dopo avere esortato le platee di tutto il mondo a non costruire le armi,
strumento di morte ne "Il Mestiere Delle Armi", il regista
bergamasco incanta con una parabola sul perdono.
"Cantando dietro i paraventi"
narra le vicende della giovane piratessa Ching. Nella Cina medioevale,
l'ammiraglio Ching è a capo di una flotta piratesca. L'uomo è in procinto
di rinunciare alla propria attività e prestare obbedienza all'impero. Per
i forti interessi in gioco, l'ammiraglio viene avvelenato. La giovane
vedova da questo istante sceglie di seguire le orme del consorte, fino
allo scontro finale con la flotta imperiale. Nel momento in cui sta per
compiersi la disfatta della piratessa, il cielo è percorso da aquiloni
variopinti che nel loro insieme compongono l'antica fiaba del drago e la
farfalla. L'imperatore perdona ed accoglie la vedova Ching.
Le immagini straordinarie del film
proiettano lo spettatore dall'interno all'esterno, dalle tavole del
palcoscenico ai mari della Cina e viceversa. Il teatro conduce al cinema e
il cinema riporta al teatro. Magnifica intersecazione di piani che
delicatamente sfumano gli uni negli altri. Realtà, finzione, narrazione,
azione, pensiero e rappresentazione si uniscono e sostengono la fiaba di
Olmi.
La fotografia eccezionale di Fabio,
figlio del regista, esalta i visi, i colori, i costumi, gli ambienti della
Cina Medioevale. Eppure, la portata semantica del racconto si arricchisce
di un'universalità senza tempo. Non si tratta di una ricostruzione
storica, ma dell'interpretazione fiabesca della realtà.
Condotto a braccetto da un vecchio
attore di teatro il cui nome è Bud Spencer, lo spettatore, proprio come il
ragazzo che all'inizio del film si trova per errore in un teatrino
equivoco, rintraccia qualcosa di segreto e meraviglioso.
Olmi ancora una volta dà prova di
essere un cineasta coraggioso. Non teme di affrontare con la poesia una
questione scabrosa quale la pace. Sa "animare" una tematica scottante e
"fuori moda" quale il perdono non con argomentazioni politiche o tesi da
dimostrare, ma con l'incanto e la magia. "Se accetti un gesto gentile devi
deporre la spada. Ecco, noi possiamo nel nostro piccolo, anche quotidiano,
fare sempre questo, ossia un gesto gentile; perché il perdono è più forte
della legge."
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