Giovedì d'essai

 

 

Rassegna PRIMAVERA 2005

 

Gennaio - Maggio

 
 

 Il Film Della Settimana

 

Così Fan Tutti

Recensione di Lietta Tornabuoni

(La Stampa)

Scheda a cura di Lucia Marino

 

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Storia di una ventenne che non si vuole bene. Anzi si disprezza, si detesta, perché è davvero grassa e vorrebbe essere diversa, snella come le bellezze televisive. Il suo aspetto, che non tenta affatto di modificare, le fa odiare il mondo, la rende ipersensibile: si critica («Sono uno zero»); si offende se il padre, scrittore famoso, grande egocentrico, va a pranzo con lei e fa quindici telefonate, se è bisbetico, distratto e non s’interessa a lei; svaluta la propria bellissima voce che ne fa una cantante apprezzata; si spaventa per i rumori degli animali la notte in campagna; s’addolora per la solitudine sentimentale. Il problema del peso le fa sentire più acutamente le grossolanità dell’esistenza, la cattiveria altrui: ma trova un ragazzo e forse, pur restando patologicamente grassa, sarà meno infelice.

"Così fan tutti" sarebbe uno di quei film francesi intelligenti, spiritosi, ben fatti (ritratti psicologici, commedie borghesi, storie di blanda critica sociale) che è troppo facile confondere uno con l’altro e dimenticare presto. Ma tre elementi lo distinguono.

Il primo è la scelta di una ragazza obesa come protagonista, scelta assai rara al cinema per le difficoltà che impone all’immagine e alle inquadrature, anche se l’obesità è diventata un problema quotidiano socialmente rilevante nel mondo occidentale.

Il secondo è l’analogia tra l’eccesso di grasso e tante altre forme di diversità e d’infelicità, l’impotenza di una personalità inerte, impermeabile al martellare della pubblicità degli infiniti sistemi dimagranti, che non si accetta e insieme giudica umiliante non accettarsi e tentar di cambiare.

Il terzo elemento è la bravura psicologica e stilistica della regista-attrice francese quarantenne Agnès Jaoui: assai notevole è la finezza con cui descrive, accanto alla figlia dolente, il dolore simile del padre celebre per il quale nulla è mai sufficiente a saziare le propria vanità, e la mancanza d'amore, la solitudine analoga dei due.

 

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La recensione di

Film in programmazione

Giovedi

21 Aprile 2005

h 21,00

Regia Agnès Jaoui
Anno

2003

Origine Francia
Genere Drammatico
Durata 110 '

Personaggi

Interpreti

  Jean Pierre Bacri 
  Marie-Lou Berry 
  Keine Bouhiza
  Laurent Grevill 
  Michèle Moretti
Note & Premi

 

57° Festival del Cinema

di Cannes:

 

Palma d'oro per la Migliore Sceneggiatura