Giovedi d'Essai

 

 

Gennaio - Maggio 2004

 
 

 Il Film Della Settimana

 

Dogville

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di Angelica Toson

(Film Chips)

a cura di Lucia Marino

 

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La recensione di

Dall'alto, la macchina da presa si avvicina alle tavole nere di un pavimento di legno in cui sono tracciate in bianco strade e case. "Dogville" si presenta allo spettatore sotto forma di mappa. Da adesso si stabilisce tra Lars von Trier e la platea un patto che non si scioglie fino al termine del film. Nell'istante in cui sullo schermo iniziano a scorrere titoli di coda e fotografie più o meno vecchie di un'America povera, reietta e perdente l'accordo viene meno. E' il momento dell'esegesi. Inquadrati dall'alto, i personaggi ricordano i topolini bianchi degli esperimenti.

 

"Dogville" è un film molesto perché emozionante al di là di ogni limite. Un laboratorio scientifico dall'impianto teatrale brechtiano dà origine ad una straordinaria prova di cinema. La finzione scenica esplicita ed esplicitata, grazie alla macchina da presa a spalla, concentra l'attenzione dello spettatore sui rapporti tra i vari personaggi, sui moventi delle loro azioni e sugli oggetti con cui realizzano relazioni simboliche. Non esiste altro. Il narratore, la voce fuori campo, assume la funzione del coro della tragedia greca.

 

La suddivisione in nove capitoli, pur non interrompendo il flusso emotivo, garantisce lo spettatore dalle trappole dell'affabulazione e dell'identificazione. La trama potrebbe erroneamente indurre a pensare si tratti di una pellicola simile ai tanti racconti di fuggitivi che imperversano nella cinematografia mondiale. Nulla di più distante dalla verità. Sono gli anni della recessione, la bellissima Grace è inseguita da pericolosi gangster. Fuggendo, la donna giunge nella tranquilla "Dogville". Sebbene inizialmente restii, grazie all'intervento di Tom, i cittadini accettano di nasconderla. Per assicurarsi la benevolenza degli abitanti, la ragazza lavora per ognuno di loro. Quando in città uno sceriffo affigge il manifesto della donna, ricercata ovunque, Dogville esige molto di più. Il buon cuore nell'America democratica ha un prezzo: Grace diventa proprietà dell'intera cittadinanza.

 

Lars von Trier utilizza il film come una lente d'ingrandimento che impietosa indugia sull'animo umano e sulle dinamiche di potere. E' un regista che non ama i suoi personaggi, nell'assenza di affettività risiede la forza e la lucidità della sua regia. Talvolta, si ha la sensazione di avere a che fare con un demiurgo che sperimenta le reazioni dei protagonisti a contatto con un potente reagente: "metti in scena una persona, ti chiedi come agisce in quel momento, e per forza sei tu che devi dare la risposta".

 

Grace, interpretata da Nicole Kidman, non è un'eroina, anzi. In lei prende consistenza un mutamento che la trasforma da materia inerte nelle mani degli altri a splendida dea vendicatrice, in grado di determinare la sorte altrui. Se l'iniziale necessità di credere e sperare in tutto ciò che è umano lascia intravedere qualcosa dell'"Idiota" di Fedor Dostoevskij, l'assolutezza della scelta finale la allontana da qualsiasi sentimento di pietà.

 

Niente sangue sullo schermo, non ce n'è bisogno. Resta la condanna, resta l'esecuzione implacabile. Tom è un filosofo, un aspirante scrittore, esempio di ipocrisia e di inabissamento dell'idealismo nell'autoprotezione e nel perbenismo. Si tratta di un personaggio complesso, difficile da riscattare, che trova un valido interprete in Paul Bettany. Nel cast spicca Ben Gazzara, magnifico ed intenso.

 

Come definire il nuovo film del regista danese? Un esperimento? Una messinscena teatrale? "Dogville" - afferma Lars von Trier - è soprattutto un film e come film sono soddisfatto della forma, del contenuto e della recitazione". Un capolavoro, aggiungiamo noi, un raggelante straordinario capolavoro cinematografico.

 

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Giovedi 26 Febbraio 2004

h 21,00

Regia Lars von Trier
Anno

2003

Origine Danimarca
Genere Drammatico
Durata 138 '

Personaggi

Interpreti

Grace

Nicole Kidman
Ma Ginger Lauren Bacall
Tom Edison Paul Bettany
Jack McKay Ben Gazzarra
Chuck Stellan Skasgard
Note & Premi