È diventato un piccolo caso "Fame chimica", tanto
che se ne sta interessando perfino la rivista padronale Variety e a Milano
il film è ancora fra i migliori incassi. Merito del tema giovanil
metropolitano del film di Paolo Vari e Antonio Bocola: il panorama è
quello della periferia con i fabbriconi della grande città e il tema è
quello di sempre, la tensione sociale e psicologica dei giovani che stanno
entrando nel mondo.
Senza retorica il film espone i casi didascalici di due
ragazzi inseparabili che fanno scelte diverse, uno lavorando e guardandosi
intorno con rabbia, l'altro preferendo le scorciatoie della malavita. I
due destini si incrociano di nuovo con la bella Valeria Solarino da cui
entrambi diventano sentimentalmente dipendenti, ritrovando anche però le
ragioni dell'amicizia.
Quello che piace è il tono vero e documentario del film che
non alletta, non fa sconti e non fa le fusa neppure sul "leoncavallismo",
ma racconta una semplice storia come tante con sensibilità sintonizzata
sui ventenni.
Prossimamente...
LA
RECENSIONE DI MOVIE MANIAC

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