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Rassegna AUTUNNO 2005
Settembre 2005 - Gennaio 2006 |
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Il Film Della Settimana |
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Recens. di Antonello Batacchio (Il Manifesto) Scheda a cura di Lucia Marino |
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Casomai vi venisse voglia di andare al cinema, tenete d'occhio il nuovo film di Alessandro D'Alatri: "La Febbre". Una commedia che lascia un forte retrogusto, che a molti potrebbe anche risultare fastidioso. Siamo a Cremona dove il protagonista Mario (Fabio Volo), vive con mamma vedova, studia architettura fuoricorso, sogna di aprire un locale con alcuni amici. Poi gli arriva la lettera di assunzione in comune per un concorso cui ha partecipato quattro anni prima. Non è proprio convinto, ma la famiglia, mamma e un'infinità di zii, considerano la faccenda come la vincita di una lotteria. Lui si taglia il pizzetto, si lascia agghindare come il luogo comune vuole che sia vestito un impiegato, e solerte si presta al gioco. E funziona. È bravo, efficiente, efficace. Troppo. Al punto da suscitare l'invidia del capo, quella che dà il titolo al film «se l'invidia fosse una febbre tutto il mondo l'avrebbe». E siamo così al primo snodo, quello per cui non basta possedere talento e buona volontà, c'è sempre qualcuno più in alto pronto a spezzare le ali. Non manca l'incontro con una ragazza magnifica, Valeria Solarino, già notata in Fame chimica, qui addirittura splendente. Lei è l'occasione non solo per un amore intenso, ma anche per la scoperta singolare della poesia della vita attraverso le tombe dei poeti più famosi. Poi forse D'Alatri si spinge un po' troppo in là. Dopo averci dato un'ottima rappresentazione dell'Italia contemporanea, delle sue contraddizioni e delle sue miserie, decide di alzare il tiro coinvolgendo il presidente della Repubblica e il rifiuto onirico di essere italiano, poco prima di rimettere le cose a posto per il suo strapazzato e simpatico protagonista. Fabio Volo è bresciano, autodidatta e talentuoso, la sua più che comicità è freschezza in grado di reinterpretare lo spirito caustico e spiazzante di molti comici lombardi e, in una sequenza sognata del Quarto stato in versione bandistica, gli appare il babbo, interpretato proprio da Cochi Ponzoni. Tra Volo e D'Alatri c'è un feeling evidente, che arriva diretto allo spettatore. E c'è soprattutto una rappresentazione della gente comune come solo chi sappia cosa sia può permettersi di fare. Non esente da critiche, ma con un portato di affetto e compassione di profonda umanità. Che poi è la costante di un film in cui talvolta affiora la ribellione nei confronti di un mondo ipocrita e tarpante nei confronti dei giovani. Ma anche in questo senso lo sguardo di D'Alatri è singolare, racconta la vena creativa dell'andar per discariche e scovare strumenti per arredare magnificamente il locale, poi però piazza la macchina da presa in prevalenza al cimitero. Lì viene operata una miserabile speculazione, ma il camposanto diventa anche il luogo in cui fare i conti con il passato per poter ipotizzare un futuro. D'Alatri sa fare cinema e costruire immagini in movimento come pochi registi oggi in Italia, nel film si concede anche effetti speciali che sono perfettamente funzionali allo spirito di un racconto basato su una discreta indignazione, con colonna sonora adeguata. La storia raccontata con "La Febbre", lungi dall'essere un delirio, va a toccare corde importanti, correndo consapevolmente il rischio di essere ingabbiata da etichette ideologiche. E sarebbe un peccato.
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Film in programmazione Giovedi 29 Settembre 2005 h 21,00 |
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| Regia | Alessandro D'Alatri | ||
| Anno |
2005 |
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| Origine | Italia | ||
| Genere | Commedia | ||
| Durata | 108 ' | ||
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Personaggi |
Interpreti |
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| Mario | Fabio Volo | ||
| Linda | Valeria Solarino | ||
| Faoni | Vittorio Franceschi | ||
| Cerqueti | Massimo Baggiani | ||
| la mamma | Gisella Burinato | ||
| Note
& Premi
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