Giovedì d'essai

 

 

Rassegna AUTUNNO 2004

 

Settembre - Dicembre

 
 

 Il Film Della Settimana

 

La Ragazza con l'Orecchino di Perla

di Lietta Tornabuoni

(La Stampa)

a cura di Lucia Marino

 

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Il pittore fiammingo Jan Vermeer (1632-1675) è autore di pochi bellissimi dipinti, meno di quaranta, spesso non firmati né datati, catalogati tardivamente, appartenenti alla pittura di genere d'estrazione borghese dell'Olanda seicentesca. Tra i suoi quadri più famosi figurano «Donna che mesce il latte» o «La lattaia»; la «Veduta di Delft» che nella «Ricerca del tempo perduto» di Marcel Proust rappresenta con la sua «piccola ala di muro giallo» l'essenza dell'arte; «Ragazza assopita», «L'atelier», «Ragazza con turbante».

Della vita privata del pittore si sa molto poco: viveva nella casa della suocera a Delft, era padre di undici figli, si convertì al cattolicesimo, lavorò pure come venditore di quadri altrui, morì a quarantatrè anni.

Questa ignoranza ha consentito a Tracy Chevalier, scrittrice americana residente in Inghilterra, di romanzare nel best seller "La ragazza dall'orecchino di perla" (editore Neri Pozza) un rapporto intenso e casto tra il pittore e l'adolescente domestica Griet che lavora in casa sua, è incaricata di pulire il suo studio e di preparargli i colori, posa per «Ragazza con turbante», viene cacciata a causa della gelosia della moglie di lui.

Nel film che il debuttante regista inglese Peter Webber ha tratto dal romanzo, la domestica è la protagonista: attraverso di lei si raccontano le durezze e le fatiche di vivere nel Seicento, la città acquatica di Delft intersecata da canali, i brutali rapporti tra servi e padroni come tra artisti e committenti, i dettagli della vita materiale d'epoca e anche della Camera Oscura di cui Vermeer si serviva come altri per dipingere. Per la ragazzina, lo studio del pittore è il luogo della scoperta della bellezza; per il pittore la ragazzina è utile al suo lavoro e gli dà quel senso di essere compreso e ammirato che non trova negli altri abitanti della casa.

Il film medio, illustrativo, vignettistico e accurato, tenta di evocare se non di riprodurre lo stile, la densità, la luce di Vermeer, e naturalmente ci riesce poco; la velleità di fissità pittorica paralizza gli interpreti (la migliore è Scarlett Johansson, già apprezzata in "Lost in Translation" di Sofia Coppola); anche se dell'opera di Vermeer si vede quasi nulla, la vicenda resta comunque interessante.

 

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Film in programmazione

 

Giovedi 18 Novembre 2004

 

h 21,00

Regia Peter Webber
Anno

2003

Origine Gran Bretagna / Lussenburgo
Genere Drammatico
Durata 99 '

Personaggi

Interpreti

Vermmeer Colin Firth
Greit Scarlet Johansson
van Ruijven Tom Wilkinson
Maria Thins Juddy Parfitt
   
Note & Premi