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Rassegna PRIMAVERA 2005
Gennaio - Maggio |
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Il Film Della Settimana |
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Recensione di Maurizio Porro (Corriere della Sera) Scheda a cura di Lucia Marino |
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Sarà vero che gli attori dicono sempre la verità anche quando mentono, e viceversa? Tema sempre attuale, il rapporto tra la sincerità e la bugia organizzata che viene da lontano, da un cinema che si interroga sul profondo significato dell' arte della recitazione come bugia artistica. Nel suo nuovo, affascinante "La vita che vorrei", Giuseppe Piccioni, ancora e apposta un po' fuori dal mondo, svolge il teorema sentimentale con l' ovvia complicità di Pirandello. E inquadra due star, lui iperattivo di solida e fascinosa popolarità (Luigi lo Cascio è un ottimo attore ma siamo sicuri che abbia una tale aureola seduttiva?) e lei neofita in carriera, che si innamorano davvero fingendo una love story ottocentesca completa di valzer sul set di un film che sembra una fiction tv. Complice una sceneggiatura romantica i due, isterici per vanagloria ma sinceramente infelici, si abbandonano alle rispettive crisi e carenze affettive. Non sarà facile: il ping pong degli affetti si complica sotto i riflettori. Tra una ripicca e un rimorso, un addio e un ti voglio bene, i due consumano energie psichiche sottratte alla telenovela. Si lasceranno. Non senza che l'autore però inserisca nel finale più aperto del solito un neonato, suo copyright: beneaugurante ma forse inutile in un contesto narrativo che fa fin troppe fusa e ha qualche battuta di troppo. "La vita che vorrei", prodotto da Lionello Cerri è, nel panorama di un cinema succube delle mode, un film coraggioso e intelligente, anche se lavora sugli stereotipi del mondo dèmi dorato del cinema, con trucchi, buffet, agenti, copioni, anteprime e cotillons, la brava Galatea Ranzi e il suo regista Luca (non Ronconi, ma Bruschetta). Ma estraendo dagli sguardi, dai silenzi, dalle atmosfere, il faticoso romanzo di una passione forzata e forse negata, esce un film più ristretto e appassionato, pieno di vitaminici dubbi, anche se il ring affettivo oscura il baricentro, il rapporto fra mentire e recitare. Straordinario l'avvio, col provino della bravissima Sandra Ceccarelli, vera anima della storia, piena di chiaroscuri e misteri negli occhi. Trattasi ancora e sempre di cinema nel cinema, con rimandi ottimi e abbondanti al melodramma e alla poetica della finzione ("Effetto notte", "La donna del tenente francese"), dove una crepa può introdurre il respiro della vita, giustificando il drammatico condizionale del titolo.
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La
recensione di
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Film in programmazione Giovedi 10 Febbraio 2005 h 21,00 |
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| Regia | Giuseppe Piccioni | ||
| Anno |
2004 |
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| Origine | Italia | ||
| Genere | Drammatico | ||
| Durata | 125 ' | ||
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Personaggi |
Interpreti |
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| Luigi Lo Cascio | |||
| Galatea Ranzi | |||
| Sandra Ceccarelli | |||
| Roberto Citran | |||
| Fabio Camilli | |||
| Note
& Premi
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