C'è un' intera dinastia di romanzi intorno al tema
dell'ossessione inspiegabile di un uomo per una donna, tra i quali
"Senilità" di Svevo, "La donna e il burattino" di Pierre Louys,
"Schiavo d'amore" di Somerset Maugham e "Un amore" di
Buzzati. Nella lista s' inserisce a buon diritto uno dei macroscopici
successi editoriali degli ultimi tempi, "Non ti muovere" di
Margaret Mazzantini, ora fedelmente portato sullo schermo dal marito
Sergio Castellitto, regista e interprete.
Il titolo è l' affannosa supplica che il chirurgo Timoteo
rivolge alla figlia quindicenne Angela, in coma per trauma cranico seguito
a un incidente col motorino. E nelle drammatiche ore dell' intervento il
protagonista rivive con angoscia il suo rapporto clandestino con una
reietta, Italia, iniziato con uno stupro e finito in tragedia passando
attraverso una gamma di sentimenti contraddittori e sconvolgenti. Il nesso
fra la situazione di Angela e il rimorso per aver distrutto la vita di
Italia sta nel ricordo dello svolgimento parallelo di due gravidanze, (…).
Fin dalla prima inquadratura, il teatro dell' incidente
colto in una visione a piombo sotto la pioggia, il film fa emergere il suo
motivo profondo che è (per dirla con Gadda) la cognizione del dolore.
Questo sentimento intride di sé l'intera narrazione, mescolando
l'iperrealismo straziante dell'intervento chirurgico all'impietosa
nitidezza dei ricordi imbarazzanti e sgradevoli. È come se il bisturi
affondasse, oltre che nel corpo di Angela anche nell' anima di suo padre.
Tutti i personaggi (tra i quali la moglie Claudia Gerini,
l'infermiera Angela Finocchiaro) hanno risalto; e spicca la bravissima
Penelope Cruz, scalcinata e imbruttita nelle vesti di Italia, sorta di
Cabiria postmoderna arroccata in una casetta stretta fra i falansteri che
pur nella diversità fa pensare al cubo di cemento della prostituta di
Fellini. Ma a imporsi è la presenza di Castellitto, un attore che all'
interno di un film maturato e sofferto in famiglia incarna la valenza
metaforica del libro componendo il più completo personaggio della sua
carriera. Impossibile giudicare Timoteo nei propositi e nelle azioni, tra
vitalismo e viltà: non si può essere né pro né contro, solo accettarlo
come essere umano. A rischio di un'identificazione che costituisce l'
affondo segreto del film.
Prossimamente...
LA
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