Giovedì d'essai

 

 

Rassegna AUTUNNO 2004

 

Settembre - Dicembre

 
 

 Il Film Della Settimana

 

Non Ti Muovere

di Tullio Kezich

(Il Corriere della Sera)

a cura di Lucia Marino

 

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C'è un' intera dinastia di romanzi intorno al tema dell'ossessione inspiegabile di un uomo per una donna, tra i quali "Senilità" di Svevo, "La donna e il burattino" di Pierre Louys, "Schiavo d'amore" di Somerset Maugham e "Un amore" di Buzzati. Nella lista s' inserisce a buon diritto uno dei macroscopici successi editoriali degli ultimi tempi, "Non ti muovere" di Margaret Mazzantini, ora fedelmente portato sullo schermo dal marito Sergio Castellitto, regista e interprete.

Il titolo è l' affannosa supplica che il chirurgo Timoteo rivolge alla figlia quindicenne Angela, in coma per trauma cranico seguito a un incidente col motorino. E nelle drammatiche ore dell' intervento il protagonista rivive con angoscia il suo rapporto clandestino con una reietta, Italia, iniziato con uno stupro e finito in tragedia passando attraverso una gamma di sentimenti contraddittori e sconvolgenti. Il nesso fra la situazione di Angela e il rimorso per aver distrutto la vita di Italia sta nel ricordo dello svolgimento parallelo di due gravidanze, (…).

Fin dalla prima inquadratura, il teatro dell' incidente colto in una visione a piombo sotto la pioggia, il film fa emergere il suo motivo profondo che è (per dirla con Gadda) la cognizione del dolore. Questo sentimento intride di sé l'intera narrazione, mescolando l'iperrealismo straziante dell'intervento chirurgico all'impietosa nitidezza dei ricordi imbarazzanti e sgradevoli. È come se il bisturi affondasse, oltre che nel corpo di Angela anche nell' anima di suo padre.

Tutti i personaggi (tra i quali la moglie Claudia Gerini, l'infermiera Angela Finocchiaro) hanno risalto; e spicca la bravissima Penelope Cruz, scalcinata e imbruttita nelle vesti di Italia, sorta di Cabiria postmoderna arroccata in una casetta stretta fra i falansteri che pur nella diversità fa pensare al cubo di cemento della prostituta di Fellini. Ma a imporsi è la presenza di Castellitto, un attore che all' interno di un film maturato e sofferto in famiglia incarna la valenza metaforica del libro componendo il più completo personaggio della sua carriera. Impossibile giudicare Timoteo nei propositi e nelle azioni, tra vitalismo e viltà: non si può essere né pro né contro, solo accettarlo come essere umano. A rischio di un'identificazione che costituisce l' affondo segreto del film.

 

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Film in programmazione

 

Giovedi 11 Novembre 2004

 

h 21,00

Regia Sergio Castellitto
Anno

2004

Origine Italia
Genere Drammatico
Durata 125 '

Personaggi

Interpreti

Timoteo Sergio Castellitto
Italia Penélope Cruz
Elsa Claudia Gerini
Ada Angela Finocchiaro

Manlio

Marco Giallini
Note & Premi