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Rassegna PRIMAVERA 2006
Gennaio - Maggio 2006 |
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Il Film Della Settimana |
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Recensione di Alberto Crespi (L'Unità) Scheda a cura di Lucia Marino |
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Un giovane americano, collezionista compulsivo di oggetti che conserva in bustine di plastica, si reca ad Odessa alla ricerca delle terre dove è nato e vissuto suo nonno prima di emigrare in America. È ebreo. Si chiama Jonathan Safran Foer.
Se vi sembra un nome già sentito, avete ragione. È il giovanissimo, ma già famoso scrittore di Ogni cosa è illuminata pubblicato da Guanda. Un libro fortemente autobiografico dal quale Liev Schreiber, attore (The Manchurian Candidate) all'esordio nella regia, ha tratto un film doppiamente autobiografico: perché quella è la storia della famiglia di Foer, ma anche la sua; anche i parenti di Schreiber sono ebrei arrivati in America dall'Ucraina.
Il risultato è un'emozione multipla: regista e scrittore condividono la propria immersione nel passato con gli attori, perché anche gli interpreti russi dei personaggi che Foer incontra in Ucraina sono esuli, cittadini americani che tornano nell'ex Urss natìa. Pur ricostruita in Repubblica Ceca, l'Ucraina di Ogni cosa è illuminata è un territorio fiabesco, la culla dell'umanità in tutte le sue grandezze e tutte le sue crudeltà.
Il film è bellissimo, inizia come una commedia sullo "scontro culturale" e termina come una riflessione tragica sul passato.
Foer è interpretato da Elijah Wood, il Frodo Baggins de Il Signore degli Anelli, che dopo Sin City (dove era un killer psicopatico) continua a costruirsi un'identità di attore dopo lo strepitoso successo del kolossal di Peter Jackson.
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Film in programmazione Giovedi 30 Marzo 2006 h 21,00 |
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| Regia |
Liev Schreiber |
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| Anno |
2005 |
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| Origine | USA | ||
| Genere | Drammatico | ||
| Durata | 96 ' | ||
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Personaggi |
Interpreti |
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| Alex | Elijah Wood | ||
| Eugene Hutz | |||
| Boris Leskin | |||
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Note & Premi
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