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Rassegna AUTUNNO 2005
Settembre 2005 - Gennaio 2006 |
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Il Film Della Settimana |
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Recensione di Lietta Tornabuoni (La Stampa) Scheda a cura di Lucia Marino |
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Sorpresa: The Aviator di Martin Scorsese, grandioso e intimo, discontinuo e bellissimo, davvero parla di un aviatore e di aviazione, costruzione sperimentale di velivoli, voli di prova, terribili incidenti aerei, ebbrezza di volare, rivalità tra linee aeree e politici corrotti per sostenere la PAN-AM a danno della TWA, alti ufficiali dell'aeronautica militare corrotti per favorire le scelte, piste di lancio, motori speciali, utopie tra le nuvole, delusioni, trionfi. Una classica epopea industriale americana, ma con un padrone competente e appassionato, un capitalista coraggioso capace di pensare in grande e di rischiare molto: un ideale mai visto, anche se imperioso e brusco con i collaboratori; una figura che contraddice i tanti luoghi comuni e la leggenda di Hughes playboy ricco e matto.
Al confronto con l'aviazione, il resto della vita di Howard Hughes, del quale il film traccia la biografia, ha minore importanza. Pioniere delle più dinamiche industrie d'epoca, aviazione e cinema (a un certo punto possedeva la TWA e la RKO), erede di una famiglia di petrolieri ricchissimi del Texas, arrivato ventenne a Hollywood alla vaga ricerca di progetti cinematografici da finanziare, geniale, violento e prepotente, ossessionato dalla malattia e dalla fine, amante delle belle dive, Hughes morì malato di mente nel 1976 a 71 anni.
Il film lo coglie nel 1927, mentre realizza perfezionisticamente il film Angeli dell'inferno, sui piloti della Prima Guerra Mondiale, e lo lascia alla seconda e forse definitiva crisi nervosa. Hollywood nei Trenta è un paradiso scintillante, con i suoi locali notturni affollati come concerti di Vasco Rossi, le sue ricche eleganze, i suoi ceffi. La malattia di Hughes serpeggia nei film in piccoli segni: beve soltanto latte in bottiglia dal tappo intatto, si lava compulsivamente le mani con una saponetta allo zolfo contenuta in una scatola di latta che tiene sempre in tasca, ha paura d'infettarsi toccando le maniglie delle porte, possiede esclusivamente un vestito chiaro, un vestito scuro e scarpe da tennis, ripete mille volte le stesse frasi: l'ultima nel film è «Il mezzo del futuro», naturalmente un aereo a reazione non ancora in uso.
L'harem di Hughes è deludente, o forse realistico: alcune star sue amiche vengono appena nominate (Bette Davis, Lana Turner, Jane Russell), altre appaiono fuggevolmente (Jean Harlow, Ava Gardner, Faith Domergue, Jean Peters), ma «sono sacchetti di caramelle, non contano niente per me»: soltanto Katharine Herpburn è importante però lo lascia, e Cate Blanchett non le somiglia affatto, neppure come carattere.
The Aviator, per undici volte candidato all'Oscar, è persino più bello di Casinò dello stesso Scorsese: ambientazione, costumi, le grandi scenografie di Dante Ferretti, l'interpretazione di Leonardo DiCaprio, le stupende canzoni e musiche d'epoca, tutto è perfetto: anche se, come capita nei film lunghi quasi tre ore, alcune parti sono più entusiasmanti e ricche d'energia giovanile, altre sono meno fiammeggianti.
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Film in programmazione Giovedi 29 Dicembre 2005 h 21,00 |
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| Regia |
Martin Scorsese |
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| Anno |
2004 |
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| Origine | USA | ||
| Genere | Drammatico | ||
| Durata | 169 ' | ||
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Personaggi |
Interpreti |
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| Howard Hughes | Leonardo Di Caprio | ||
| Katharine Hepburn | Cate Blanchett | ||
| Ava Gardner | Kate Beckinsale | ||
| Noah Dietrich | John C.Reilly | ||
| Juan Trippe | Alec Baldwin | ||
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Note & Premi
5 Oscar (2005):
Migliore Attrice non Protagonista (Cate Blanchett),
Migliori Costumi,
Migliore Montaggio,
Migliori Scenografie,
Miglior Fotografia |
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