Giovedì d'essai

 

 

Rassegna PRIMAVERA 2007

 

Gennaio - Maggio 2007

 
 

 Il Film Della Settimana

 

The Departed - Il bene e il male

Recens. di Roberto Escobar

(Il Sole 24 Ore)

Scheda a cura di Lucia Marino

 

Vota il Film !

Come Votare e Vincere

 

Un grosso ratto attraversa lo schermo, correndo sulla balaustra di un terrazzo. Sullo sfondo c’è la State House di Boston, simbolo di potere. Quando il topo si ferma, sopra di lui incombe la sua cupola dorata, la stessa che tanto affascinava Colin Sullivan, la talpa (“rat” in originale) di Frank Costello. Così si chiude The Departed, con questa inquadratura allusiva e disperante. C’è un altro “rat” nel film diretto da Martin Scorsese e scritto da William Monahan. Si tratta di Billy Costigan, talpa della polizia nella banda di Costello. I due infiltrati si somigliano tanto, da essere uno il “doppio” dell’altro. Lo sono già nelle storie della vita, che la sceneggiatura racconta in parallelo, quasi confondendole tra loro. Tutti e due sono cresciuti ben dentro la malavita di origine irlandese. Tutti e due sono diventati poliziotti. Tutti e due, ancora, non hanno più padre, e tutti e due ne trovano un sostituto: Colin Costello finisce per considerarlo figlio, pur nei limiti della sua irridente crudeltà.

 

Forse proprio qui, nel rapporto fra padre e figlio - nella trasmissione di responsabilità e valori che esso comporta - che corre la linea di continuità che fa del film ben più che un racconto di sangue e colpi di pistola. Infatti, e per paradosso, già nelle prime sequenze The Departed  è un racconto normale. Nessuno ti dà niente, mai. Così dice fuori campo Costello. Dunque, prosegue, se vuoi qualcosa, prenditelo. E poi, come un padre sollecito, ripete la stessa massima a Colin adolescente. Ma se così è, se non ci sono vincoli né speranze di solidarietà, se non c’è un tessuto di doveri e diritti, fa differenza essere poliziotto o criminale? Meglio ancora: che differenza c’è fra l’esser l’uno contro l’altro, quando ti puntano addosso una pistola?

 

Questo è il mondo in cui regna Frank Costello, con il suo potere intriso di violenza. Anzi, questo è il mondo. Così suggerisce uno Scorsese che sembra tornato alla grandezza cupa di Taxi Driver (citato in modo quasi esplicito nella sequenza ambientata in un cinema porno). Però, rispetto a quel film del 1976, The Departed è ben più disincantato. Non c’è più alcuna volontà di rivolta, neppure nella forma cieca e reazionaria del Trevis di 30 anni fa. Questo è il mondo, e all’occhio del cinema conviene tenersene lontano, osservandolo con ironia macabra. Questo (oltre alla grandezza di Nicholson) spiega l’orrida simpatia di un Costello che uccide con la violenza esplosiva dei bravi ragazzi” di Goodfellas (1990), e che in piena serenità affonda nel sangue le mani, e anzi le braccia fino ai gomiti. Se conta solo prendersi quel che si vuole, niente più differenza, appunto. Non la fa neppure che qualcuno poi te la punti davvero addosso, la pistola, e ti scaraventi dentro la benna d’una scavatrice, con il volto fradicio del tuo stesso sangue.

 

Colin, dunque, impara e mette a profitto. Non lo fa solo tradendo il suo dovere di poliziotto, ma anche e soprattutto preparandosi a tradire il suo stesso “padre”. D’altra parte, solo così ne porta a compimento la cinica trasmissione di responsabilità e valori. Non si può essere davvero figli, nel suo mondo, se non uccidendo il padre, e prendendosi da sé quello che da lui non ci si può aspettar d’avere. Costello trionfa in Colin, appunto, ma fallisce in Billy.

 

Chi è, il poliziotto che si finge criminale e che s’infiltra nella sua banda come una talpa, se non il suo contrario? Immerso da sempre nel suo stesso mondo, e per questo doppio di Colin, ne vuole fuggir via, e pretende di riscattarsene combattendolo. Non cerca d’aver nulla per sé, l’idealista Billy. Anzi, decide di mettersi a rischio per quello che suppone sia un tessuto necessario di doveri e diritti, di vincoli e speranze. Eppure, è di lui che Costello si fida, per quanto abbia motivi per sospettarne. In lui si illude di avere un figlio. Ma quel figlio lo inganna lo tradisce, e ben più di Colin. D’altra parte neppure l’idealismo e la generosità di Billy hanno speranze. E non ne ha l’attenzione appunto paterna che per lui nutre Queenan.

 

Non c‘è via d’uscita dal mondo in cui regnano i Costello, nella miseria violenta e stupida di poliziotti che potrebbero essere criminali, e di criminali che potrebbero essere poliziotti. A questo punto, che cosa mai resta all’occhio disincantato del cinema, per tentar di segnarla, una pur minima differenza? Forse, solo un ultimo colpo di pistola, e un buco in fronte. Ma poi sotto la cupola dorata del potere resta a trionfare solitario un grosso ratto, orrido e allusivo.

 

Vedi anche..

LA RECENSIONE DI MOVIE MANIAC   

 

 

DAI IL TUO VOTO AL FILM!!!

Regolamento Vota e Vinci   -   Guarda la Classifica

 

Inserisci il tuo indirizzo e-mail:    

 ... e vota il film         

L'invio del voto comporta l'iscrizione alla mailing list del Cinema

non voglio essere inserito nella mailing list (il voto verrà annullato)

La recensione di

Film in programmazione

Giovedi

25 Gennaio 2007

h 21,00

Regia Martin Scorsese
Anno

2006

Origine USA
Genere Thriller
Durata 149 '

Personaggi

Interpreti

Billy Costigan

Leonardo Di Caprio

Colin Sullivan Matt Damon
Frank Costello Jack Nicholson
Dignam Mark Wahlberg
Martin Sheen capitano Qeenan

Note & Premi

 

Golden Globe

(2007)

 

PREMI:

Miglior Regia

(Martin Scorsese)

 

Oscar

(2007)

 

4 PREMI (5 Nomination):

Miglior Film

 

Miglior Regia

(Martin Scorsese)

 

Miglior Sceneggiatura non Originale

 

Miglior Montaggio