2001: Odissea nello Spazio

 

di Giuseppe Verona

Voto

s.v.

 

Genere

Fantascienza

Nazionalità

Gran Bretagna

Anno

1968

Interpreti

Keir Dullea, Gary Lockwood, William Sylvester, Daniel Richter
Regia
Stanley Kubrick
In questo film la colonna sonora e le immagini interagiscono con insolita armonia : qualcuno l'ha definito “un esempio di fantascienza poetica”.
Alcune sequenze sono particolarmente belle, oltre al celeberrimo “Valzer delle navicelle spaziali” sulle note de "Il Bel Danubio Blu" di Strauss, voglio citare la desolazione del paesaggio lunare, accompagnata dalle belle note di “Lux Aetherna” e il senso della solitudine e della lontananza che promana dal “Requiem” con la lunga carrellata sull'enorme astronave Discovery.

Il film è uscito nel 1968, poco tempo prima dello sbarco sulla Luna, quando le missioni spaziali erano all'apice del successo e dell'interesse generale. Lo spazio era “l'ultima frontiera” e la gente aveva ancora una certa fiducia nelle capacità della scienza di indirizzare il progresso umano in senso positivo. Da questo punto di vista, collocandolo nel clima in cui è stato concepito, "2001 : Odissea nello Spazio" si potrebbe definire un film positivista, perchè in esso la tecnologia è concepita principalmente come uno strumento di conoscenza. Infatti in ultima analisi è solo e soltanto il desiderio di conoscere che spinge l'astronave all'esplorazione del sistema di Giove e in seguito il protagonista superstite verso l'infinito. Le ragioni della civiltà che si lasciano alle spalle, a qualche miliardo di chilometri di distanza, si riducono infine ad un ultimo, sbiadito e traballante messaggio ormai privo di significato.

I protagonisti tecnologici sono tre : il computer Hal 9000, la nave spaziale Discovery e l'energia atomica. Questi sono anche i sogni tecnologici degli anni '50 e '60 : le eccitanti promesse aperte dallo sviluppo della microelletronica, il sogno - che ormai sappiamo essere destinato a rimanere tale - di un'ipotetico “atomo pulito e sicuro” e infine la già citata esplorazione dello spazio.

In questo film viene rappresentata efficacemente la presenza dell'uomo nell'universo inteso non come vastità spazio-temporale (si tenga presente che il protagonista giunge in un non-luogo, che potrebbe essere qualunque luogo), ma come vastità di mistero. Ed è questo fatto che lo rende ancor oggi un film ricco di significati e, se volete, di speranze.

Giuseppe