L'Ospite

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Come Harry Divenne un Albero | ||
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Il Voto
di Andrea Balzarini |
"How Harry Became a Tree" | ||
| di Goran Paskaljevic | |||
| con Colm Meaney, Adrian Dunbar, Cillian Murphy, Kelly Condon | |||
| Canada | 2001 | ||
| Commedia | |||
| 1 h, 39 ' | |||
Una tragedia familiare, l'odio cieco, occulto, che nasce
dall'impossibilità a superare un lutto, e infine la realizzazione del sogno di
Harry...
Secondo
me…
Un film evocativo che porta a riflettere sul valore del destino e sulla poesia che si fa vita, prima ancora che la vita possa esser cantata in poesia.
Il senso dell'albero, la sua valenza simbolica, è qualcosa che attraversa tutta la tradizione tanto nel pensiero occidentale, quanto in quello orientale. L'albero si presta, come nient'altro in natura, a simboleggiare il medium tra la terra e il cielo. Le sue radici affondano nel terreno, e i suoi rami si spingono nel cielo. Per non parlare del ciclo della vita. Si pensi al mito dei miti: Adamo ed Eva e l'albero della vita; e poi l'albero della conoscenza del bene e del male. E quando Abramo fu visitato dagli angeli, li accolse e fece sì che si rifocillassero all'ombra di un grande albero. Per finire poi con la croce che, in fin dei conti è un albero anch'essa, anzi l'albero: il vero medium tra la terra e il cielo, tra gli uomini e Dio: un'alleanza, dice la Bibbia.
Io non so se il film volesse arrivare tanto in là, ma penso che l'albero porti in sé intatto tutto questo valore poetico, evocativo, seppure magari in un qualche modo implicito o inconscio.
L'impressione dominante è che Harry, per usare una metafora, sia ad un tempo l'attore e il regista della vicenda; che sia, in altre parole, vittima cosciente del suo stesso destino. Un eroe del dolore.
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Andrea B.
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6,80 / 10
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