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Black Hawk DownBlack Hawk Abbattuto | ||
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Il Voto
di Francesco Maporti |
Black Hawk Down | ||
| di Ridley Scott | |||
| con Josh Hartnett, Ewan McGregor, Tom Sizemore, Sam Shepard | |||
| USA | 2001 | ||
| Guerra | |||
| 2 h, 24 ' | |||
“Solo i morti hanno visto la fine della guerra”: così Platone predisse le sofferenze e i patimenti interiori di chi, reduce da un conflitto, in lutto per i propri compagni caduti, ha la sola forza di tormentarsi l’anima nell’interrogarsi se ne era valsa la pena di spargere così tanto sangue, anche per una giusta causa.
E’ proprio attorno a questo tema che si sviluppa “Black Hawk Down”, un film dall’aspetto quasi documentaristico, un grande mosaico i cui tasselli altro non sono che le realtà della guerra vissute dai componenti delle squadre dei Rangers e della Delta Force, alcuni dei quali recitano se stessi nel film, impegnati in un blitz che, secondo una visione un po’ troppo ottimistica, avrebbe dovuto liberare la Somalia dall’oppressione dei signori della guerra. Una missione che ogni soldato,in modo spontaneo, sosteneva fosse giusta e necessaria, per porre fine ad una guerra civile che con i suoi trecentomila morti (emblematico l’inizio, dove il carattere simbolico di Ridley Scott dà il meglio di se, rievocando i Campi Elisi dalle distese somale, desolate e intrise di morte) cominciava a scuotere gli animi sonnolenti dei benpensanti occidentali.
Non sarebbe stato altrettanto semplice però rendersi conto di aver ammazzato un uomo, o prendere decisioni sulla pelle dei propri compagni, oppure tentare di salvarli sotto il fuoco nemico, tener fede ad ogni verso del proprio codice d’onore: “no leave man behind” recita quello dei Rangers, quattro parole che fanno da sottotitolo al film, che oltre ad essere una storia di uomini (e qui spezzo una lancia a favore degli attori, tutti all’altezza del ruolo), denuncia la guerra anche per una giusta causa, per la quale spesso negli ultimi tempi viene spacciata (come disse il commediografo tedesco Bertolt Brecht: “la guerra va in contro a tutte le esigenze, anche a quelle pacifiche”).
L’unica pecca del film, tenuto conto l’onnipresente patriottismo americano, è il modo superficiale con cui vengono descritte le morti dei somali, ma potrebbe simboleggiare, in modo un po’ retorico, il misero valore della vita e la disperazione di questo popolo che, abbandonato a se stesso, può solo fare da comparsa alla propria distruzione.
I Voti degli Altri
La nostra classifica |
Ciak |
Corriere della Sera |
International Movie Data Base |
Incassi (Italia - USA) |
| 8,67 / 10
Bellissimo |
**1/2 / 5
Deboluccio |
**** / 5
Molto Bello |
8,00 / 10 | Medi - Molto Alti |