L'Ospite            

Moulin Rouge

Il Voto

X,xx /  10

di Demis Maccalli

Secondo me…   

       Non mi sento di dare voti ad un film del genere perché, non essendo per nulla amante dei musical, non riesco a capire se possa essere un buon lavoro oppure no. Purtroppo, prestando ben poca attenzione a questo genere cinematografico, non posso fare paragoni con illustri predecessori  come ‘Grease’, ‘Mary Poppins’, o il più recente successo ‘Evita’, semplicemente perché non li ho mai guardati con attenzione o addirittura non li ho mai visti.

A questo punto potrebbe sorgere spontanea una domanda… Perché mai sono andato al cinema a vedere un musical? La risposta è molto semplice: - perché non sapevo che Moulin Rouge fosse un film musicale!-.

Questa volta però la svista non è dovuta alla mia poca attenzione per ciò che vado a vedere, come è capitato per ‘Planet of the Apes’, dove non sapevo che fosse un remake di un film degli anni sessanta e che il regista  fosse Tim Burton. In questo caso, nei trailer, nelle locandine e in tutta la campagna promozionale del film si è evitato con molta cura di mettere in evidenza che il film fosse di genere musicale, facendo vedere al pubblico solo spezzoni recitati. Non ne sono completamente sicuro, ma credo che stavolta nemmeno il sempre attento e informatissimo Tony fosse a conoscenza della sorpresa.

Lasciando quindi il giudizio del film nel suo insieme a persone che conoscono il genere, posso dire che sotto l’aspetto tecnico il film è realizzato con cura. Le scenografie sono volutamente al limite tra realtà e fantasia e riescono perfettamente nell’intento di dare un’impronta irreale ad un luogo e ad un passato realmente esistiti. Vengono inoltre messi con maestria in forte contrasto il Moulin Rouge (inquadrature veloci, e cambi di scena sincopati, scenografie sfarzose ed esageratamente colorate) con il sobborgo parigino in cui è immerso (zoomate lunghissime, ritmo lento e colore grigio predominante); il tutto ulteriormente messo in evidenza dal passaggio della telecamera attraverso le pale del mulino che funge quasi da porta dimensionale tra i due mondi così vicini ma allo stesso tempo agli antipodi.

Veniamo ora agli attori. Nicole kidman è come sempre incantevole, anche se la preferisco decisamente in parti drammatiche come nel recente ‘The others’. Ewan Mc Gregor si rivela ancora una volta attore di buon talento, anche se ben lontano dalla sua memorabile interpretazione nello scandaloso ed irriverente ‘Trainspotting’. Ad entrambi un elogio per aver dimostrato di sapersela cavare molto bene anche come cantanti. Devo dire però che l'accostamento tra il can-can e la musica grunge dei Nirvana è quantomeno insolito, per non dire di peggio.

Va menzionata infine la mal celata (oppure appositamente voluta) citazione a Henri De Toulouse-Lautrec. Coi suoi quadri che spesso raffigurano ballerine di can-can, prostitute e artisti di strada, è il  sommo interprete pittorico dell’epoca bohemienne nella Parigi libertina di inizio secolo. Effettivamente i posteri ce lo descrivono come un uomo piuttosto piccolo brutto e deforme, ma da lì a farlo comparire nel film come un emerito buffone di corte…mi sembra quantomeno azzardato. Speriamo gradisca e non si rivolti nella tomba.

                                                                                              MaC