L'Ospite            

Planet of the Apes - Il Pianeta delle Scimmie

Il Voto

7,50 /  10

di Demis Maccalli

Secondo me…   

        Anch’io, come il caro amico Tony, non ho ancora avuto l’occasione di vedere ‘Il pianeta delle scimmie’ e se devo dire la verità, ammetto la mia ignoranza e confido che non ne sapevo nulla. Ero a conoscenza solamente della serie televisiva realizzata negli Stati Uniti negli anni settanta o giù di lì.

Sono comunque rimasto ben impressionato dal film, forse anche perché già in partenza non nutrivo particolari aspettative, e soprattutto perché non sapevo dell’illustre Tim Burton alla regia. Insomma, mi aspettavo di andare a vedere il solito film sbandierato come evento del secolo ma che a conti fatti non presenta alcuna novità di sorta e dove una trama con qualche minimo tocco di originalità è un fatto più unico che raro.

Invece… subito in partenza mi appare “Directed by Tim Burton” e subito mi si illuminano gli occhi al ricordo di film squisitamente dark come ‘Nightmare before christmas’ od il bellissimo ‘Edward mani di Forbice’. Se a tutto questo aggiungiamo la stupenda quanto inquietante scena iniziale con i particolari dell’armatura di Thade… beh, ero pronto ad un film che lasciasse veramente a bocca aperta.

Ma a quel punto forse avevo esagerato con le aspettative; infatti il seguito della pellicola, pur rimanendo di buona qualità scade nel banale e molte delle trovate hanno un non so che di deja-vu. Anche la trama non presenta nulla di eccezionale per tutta la durata del film, e come al solito si sa già con largo anticipo ciò che sta per accadere. Ma proprio quando tutto sta per risolversi come al solito a baci ed abbracci, con i buoni trionfanti sui cattivi, e ci si prepara al solito sermone patriottistico… finalmente un colpo di scena degno di Burton che lascia stupiti anche se subdolamente prepara al secondo episodio della serie.

Per quanto concerne invece l’aspetto tecnico del film, non c’è alcun dubbio sull’ottimo lavoro realizzato. I personaggi “non umani” sono truccati con estrema cura e le espressioni degli attori riescono ad apparire naturali ed espressive anche sotto il pesante strato di lattice che ricopre i loro volti. Molto validi sono anche i costumi e le scenografie, anche se nel medioevo non esistevano le T-shirt in cotone per i bambini e soprattutto non si sapeva cosa fossero i parrucchini. Ma ad un film di fantasia ‘piccole distrazioni’ come queste possono essere più che perdonabili. Un po meno tollerabile resta il fatto che a distanza di più di trent’anni, cioè da ‘2001 odissea nello spazio’, non si è ancora capito che nel vuoto non si può propagare il rumore e quindi le astronavi non possono rombare come delle fuoriserie lanciate a pieni giri solo perché fanno più scena.

Concludendo, ‘Planet of the Apes’ nell’insieme è un film di buon livello che merita di essere visto non solo per la spettacolarità delle immagini, ma anche per i messaggi celati e le frecciate che il regista sagacemente tira alla nostra società moderna; usando in modo trasversale la civiltà delle scimmie per esaltare tutte le nostre contraddizioni ed i nostri più biechi pregiudizi nei confronti di chi è diverso da noi.

                                                                                         MaC