Appuntamento a Belleville

 

 

Voto

8,90

 

Genere

Animazione

Nazionalità

Francia / Belgio / Canada / G.B.

Anno

2003

Regia

Sylvain Chomet

Originalissimo cartoon francese che sembra fatto apposta per dimostrare che le favole al cinema non le può raccontare solo la tradizionale Disney, la sarcastica Dreamworks o la avveniristica Pixar. “Appuntamento a Belleville” è molto più vicino all’animazione giapponese, che fa della fantasia e della forza visionaria il pilastro centrale su cui basare la propria esistenza.

Disegni e stile delle scene sono allo stesso tempo coerentissimi ma anche volti a creare una propria visione personale del mondo, che sembra distorcerlo, ma in realtà vuole esasperarne gli aspetti più caratteristici, mettendo alla berlina, attraverso i personaggi che compaiono sullo sfondo della vicenda, vizi e smagliature della società moderna. Ed è la nostra società che vediamo riflessa nel film (Belleville, ad esempio, è una citazione di New York, ma anche di tutte le nostre affollate metropoli).

Si tratta di un cartone aniamto che avrebbe anche potuto essere muto (nel senso di: senza battute). Il copione è quanto di più striminzito possa esserci, ci sono solo un paio di frasi in momenti chiave. Ma i silenzi pesano spesso più di tante parole.

Eppure, nonostante gli scarni dialoghi, il film è basato sull'importanza del supporto sonoro, che diventa optional imprescindibile della pellicola. Rumori, versi, grugniti, latrati, e canzoni magnifiche (un brano del film, “The Triplets of Belleville” è stato candidato all’Oscar) sono sempre presenti a creare e sottolineare atmosfere, situazioni, stati d’animo.

“Appuntamento a Belleville”, oltre ad una potente carica satirica, è anche un’opera fortemente radicata nella storia (come dimostrano le foto di Coppi e le immagini di DeGaulle), e questo aspetto che si contrappone alle immagini surreali e fantastiche che sono, ognuna, piccoli quadri. Tutto ciò rende ancora più affascinante il film.

Ma, oltre ad offrire momenti di ironia sopraffina, “Appuntamento a Belleville” è anche un film profondamente triste. Fa riflettere e commuove: la frase conclusiva è paragonabile al finale di un altro capolavoro, “Train De Vie”, e mette addosso la stessa tristezza. Ma anche la vita del protagonista del film, la sua inguardabile magrezza, i suoi muscoli ipertrofici, la silenziosità disarmante, la dedizione della simpatica nonnina, pronta ad ogni sacrificio per il proprio nipote, lo spirito di sacrificio non coronato da successi, ….

In sintesi, un gioiello più unico che raro.

Ideale per...

Assaporare un film allo stesso tempo delizioso, disarmante, fantasioso e unico nel suo genere. Tanto deprimente quanto bello da vedere, tanto bello da vedere da essere imperdibile.