La Finestra di Fronte

 

Voto

8,80

 

Genere

Drammatico

Nazionalità

Italia

Anno

2002

Interpreti

Giovanna Mezzogiorno, Massimo Girotti, Raoul Bova

Regia

Ferzan Ozpetek

Il cinema Italiano, da me mai apprezzato abbastanza, continua a stupirmi con questo film di Ozpetek.

Mi colpisce per la sua capacità di tratteggiare personaggi tanto veri, grazie anche alle interpretazioni della bellissima e autentica Mezzogiorno (capace di rendersi antipatica e scostante sulle prime, poi conquista le nostre simpatie senza difficoltà), del bravissimo Massimo Girotti (David per la migliore interpretazione) e della rivelazione Raoul Bova, che qui dimostra di avere veramente i numeri per un meritato successo dopo tanta gavetta (abbiamo forse trovato l’Harrison Ford italiano?).

Mi colpisce per la profondità e la delicatezza con cui Ozpetek riesce a parlare di temi molto delicati come la solitudine e l’abbandono degli anziani (siamo sicuri che non possano più essere considerati utili?), i desideri che non si vorrebbero confessare (Hannibal Lecter diceva “desideriamo ciò che vediamo” e la Mezzogiorno col suo sguardo attraverso la finestra è manifesto di tutte le pulsioni e di tutta la insoddisfazione del suo personaggio), l’amore tanto desiderato quanto irraggiungibile (nella doppia vicenda di Mezzogiorno e Girotti), il bisogno di trovare il consenso e la approvazione degli altri (non vorrei svelare la trama del film rovinandovi la sorpresa…), il rimpianto struggente per le occasioni che ci si è lasciati scappare e che non potranno più tornare (anche qui viste parallelamente: nelle storie passate del vecchio di Girotti, ma anche nella vita attuale della protagonista), il valore della famiglia e la forza dei legami che la costituiscono, e molto altro ancora.

Per temi e stile “La Finestra di Fronte” è molto simile a “Le Fate Ignoranti” e è conferma della bravura di un regista come Ferzan Ozpetek, uno dei principali artefici della rinascita (sia dal punto di vista artistico che degli incassi) di un cinema che da molti (tra cui forse anche io) consideravano morente. 

Ideale per... Chi ama sentirsi raccontare belle storie in cui il regista sembra entrare e condurci in punta di piedi, facendone manifesto di importanti messaggi per lo spettatore ma utilizzandole anche come mezzo per comunicare emozioni.