Top Film della Stagione

          Agosto 2000         

Fantasia 2000

Scheda               

Regia

James Algar, Gaetan Brizzi, Paul Brizzi, Hendel Butoy, Francio Glebas, Eric Goldberg, Don Hahn, Pixote Hunt

Genere

Animazione/Musicale

Anno

1999

Nazionalità

Usa

Interpreti

vari

Titolo Originale

Fantasia 2000

Durata

1 h, 15 '

 Il Voto

9,00  /  10

Il Plot

   Otto brani musicali di diversi generi accompagnati da immagini che vogliono raccontare una storia, trasmettere un’emozione, divertire, meravigliare, commuovere…. Un modo particolare e originale per ricordarci quanto sia bella e quanto sia varia la nostra vita? Sicuramente un modo per dimostrare che non c’è un confine da poter tracciare per la nostra Fantasia, anche nel 2000.

 Secondo me… 

Il primo episodio di "Fantasia 2000" comincia col maestoso irrompere delle due note della Sinfonia n. 5 (di Ludwig Van Beethoven) ed è il trionfo dell'astrattismo con il classico tema della lotta tra il bene e il male raffigurati rispettivamente dalla stilizzazione di farfalle colorate e neri pipistrelli. 

Con I Pini di Roma (di Ottorino Respighi) si torna alla normalità: protagonista è un piccolo balenottero accompagnato dai suoi genitori; ma dopo la prima parte si torna letteralmente a volare con la fantasia e, accompagnati dai sinuosi movimenti delle balene, ci si lascia trasportare da una continua gara in crescendo di musica e immagini...   

L'episodio geniale è la Rapsodia in blu che, sulle note di George Gershwin, costruisce linea per linea una città intera e, al suo interno, tre piccole storie di vita quotidiana. La scelta cromatica è tutta incentrata sul blu e i disegni sono ispirati allo stile grafico del caricaturista newyorkese Al Hirschfeld. Momenti di divertimento si intrecciano a momenti più riflessivi; le tre storie sono incastonate come in un puzzle in modo perfetto e la musica, che pervade di ritmo jazz tutto l'episodio, è più che trascinante.

L'episodio che mi è piaciuto di meno (ma comunque non è per niente male!) è la storia del Soldatino di Piombo, accompagnata dalle note del Concerto per Pianoforte n. 2 allegro, op. 102 (di Dmitrij Shostakovic). In particolare non ho molto gradito la variazione del finale della fiaba (non ne vedo il motivo). Però ho apprezzato le vicissitudini del soldatino fuori dalla stanza che ben si adattavano al ritmo della musica. Mi è piaciuta poco anche l'esasperazione della figura del cattivo, ma, d'altra parte, siamo pur sempre in una fiaba.

Poi c'è la divertente parentesi dal ritmo forsennato in cui Il Carnevale degli Animali (di Camille Saint-Saens) vede protagonista un simpatico gruppo di fenicotteri rosa alle prese con uno yo-yo. In questa parentesi breve e fulminante la simpatia irrompe anche dallo stile cromatico basato sull'uso di colori molto vivaci. Un episodio sgargiante in tutti i sensi. 

Sull'indimenticabile e sempreverde L’Apprendista Stregone (di Paul Dukas) è inutile dilungarsi, dato che tutti sanno di cosa sto parlando. Si tratta di una di quelle scene oramai entrate nella storia del cinema. Nonostante l'episodio sia stato già inserito nel "Fantasia" del 1940, continua ad essere (grazie anche al restauro digitale) godibile e attuale; rivederlo non è certamente una perdita di tempo, scoprirlo per la prima volta o riscoprirlo di nuovo in una sala cinematografica è un'occasione da non perdere.

Nel settimo episodio, sulle note di Pomp and Circumstances, marce n. 1,2,3,4 (di Sir Edward Elgar) Paperino è l'assistente di Noè e ci diverte con la sua simpatica goffaggine. Forse questo è l'episodio più tipicamente in stile disneyano e, anche se la fantasia è un po' meno scatenata che in altri, grazie al contributo della musica si riesce quasi a rabbrividire come durante l'incipit di "Il Re Leone".

Dallo stile puramente disneyano si passa, con L’Uccello di Fuoco – versione del 1919 (di Igor Stravinskij), a toni e colori decisamente più "dark"; sembra di vedere un film di Tim Burton (avete presente "Sleepy Hollow"?) e ci sono evidenti riferimenti all'animazione giapponese (vedi "Princess Mononoke"). Non può mancare, comunque, un colorato e "fiorente" happy end.

Il tutto è tenuto insieme da un gruppo ben assortito di guest-stars (non vi rovino la sorpresa elencandole). Leggevo sul "Corriere della Sera" che questi intermezzi, alle anteprime, non sono piaciuti al pubblico. A me sembrano invece molto utili, sia quando fanno una breve introduzione con la storia o gli aneddoti che hanno portato alla composizione del brano musicale (cosa molto utile per un inesperto come me), sia quando parlano degli episodi che non sono mai stati inseriti in "Fantasia" (curiosità molto interessanti). Inoltre è evidente lo sforzo che ha fatto il regista per rendere ognuno di questi preziosi contributi diverso dagli altri, ma sempre elegante e essenziale. Mi è piaciuto molto anche il nido fatto di pannelli ricurvi in cui è posizionata la Chicago Simphony Orchestra diretta da James Levine. Questi pannelli, al momento opportuno, prendevano il volo mostrando i contributi filmati alla spiegazione dell'ospite di turno. Infine non capisco i critici che si accaniscono tanto contro la presunta freddezza derivante dall'uso di computer nella realizzazione del film. Questi contributi, se usati con una certa parsimonia e "con il cuore", mi sembrano solo un modo per ampliare notevolmente le capacità espressive di un'arte dalle infinite potenzialità come quella del disegno animato. 

Il Consiglio 

   “Uffa! In questo film c’è troppa musica!”: questa è stata la reazione (che fedelmente riporto) di un bambino che al cinema stava seduto più o meno cinque file dietro la mia. E il pericolo più grosso è pensare che “Fantasia 2000” sia un film adatto ai bambini. Lo sono sicuramente di più le altre produzioni natalizie della Disney. Ciò non vuol dire che sia uno spettacolo noioso o deletereo, anzi. Quello che voglio dire è che un bambino, secondo me, non riuscirebbe a capire il valore dell’opera, non riuscirebbe a comprendere il perché di tanta musica con parole ridotte al lumicino in una società che lo abitua ad essere stordito da messaggi fracassoni e martellanti che arrivano senza sosta da ogni dove.

   Mi contraddico: portate i bambini a vedere “Fantasia 2000”, chissà che non possano nascere in loro, grazie all’aiuto delle stupende immagini del film, la sensibilità e il gusto necessari per ascoltare una musica forse ai loro occhi molto strana, “quella senza parole”. Una serata al cinema si potrebbe rivelare una valida lezione all’ascolto.

  Daniele T.

Ma questa è solo la mia opinione; voi che ne pensate…?

Il sito ufficiale del film

www.fantasia2000.com

Visione del film 14/8/00   Recensione 9/9/00

I Voti degli Altri

La nostra classifica

Ciak

Corriere della Sera

International Movie Data Base

Incassi

9,00 / 10

Bellisimo

    7,60 / 10 Molto Bassi

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