Top Film della Stagione

          Gennaio 2003         

Il Pianista

Scheda               

Regia

Roman Polanski

Genere

Drammatico

Anno

2002

Nazionalità

USA

Interpreti

Adrien Brody, Thomas Kretshmann, Frank Finlay, Maureen Lipman

Titolo Originale

The Pianist

Durata

2 h, 28'

Il Voto                                    

9,00 /  10

Se non vuoi anticipazioni sulla trama NON LEGGERE le parti SCRITTE IN BLU.

Il Plot

        Wladyslaw Szpilman è un pianista famosissimo e molto bravo che vive con la famiglia ebrea a Varsavia. Quando i Tedeschi invadono la Polonia, la sua famiglia, assieme ad altre migliaia di famiglie ebree, viene confinata nel ghetto, una zona destinata a racchiudere, come in una gabbia, tutti gli ebrei della città e del paese. Cominciano così le persecuzioni e gli atti di violenza da parte dei tedeschi, che trattano queste persone peggio degli animali. Il protagonista vedrà la propria famiglia impoverirsi, per un pelo eviterà di essere deportato ma gli verranno strappati via tutti i cari, patirà la fame e vivrà di stenti, vedrà rasa al suolo la sua città e avrà, come unico appiglio cui restare aggrappato, come unica ragione per continuare a vivere, la musica. 

Secondo me…           

        C'è sempre bisogno di tornare a riflettere su un'atrocità come quella che è stata l'Olocausto, quando poi lo si può fare con un'opera di questo livello, tanto meglio. Se le società evolute imparano dalla storia (e quindi dai propri errori), "Il Pianista" è un validissimo strumento che servirà proprio a non dimenticare e rimarrà negli anni come pietra miliare, come valida e vera testimonianza delle atrocità compiute dai tedeschi nei confronti degli ebrei durante la seconda guerra mondiale. Atrocità vissute in prima persona dal regista, che per questo film si è ispirato ad una storia vera, cioè all'autobiografia del musicista polacco Szpilman (interpretato da Adrien Brody).

        Polanski ci getta, con un'ottica completamente disincantata e senza rendere patetiche le vicende narrate, nel ghetto ebreo di Varsavia, dove furono confinati e rinchiusi tutti gli ebrei della città: cadaveri per le strade, sporcizia, malattie, povertà, fame...  Ma soprattutto ci ricorda la crudeltà animale con cui erano trattati gli ebrei, tutte le sofferenze morali e materiali che questo popolo ha dovuto soffrire durante la guerra, per chissà quali idee di superiorità, visto che i comportamenti dei Tedeschi non sono degni nemmeno lontanamente di essere ritenuti umani. 

        Il cammino di Polanski è progressivo: si parte dall'incredulità delle famiglie perseguitate, alla devastante sensazione che si prova quando si perde completamente la propria dignità (non potere camminare sul marciapiede come tutti gli altri, obbligati a segnalarsi portando una fascia sul braccio), alla perdita di tutto quanto ci si è guadagnati (la casa e i propria avere) o di diritti che dovrebbero essere proprietà inalienabili di tutti gli uomini (la libertà). I protagonisti del film si trovano nella miseria e, infine, perdono, come milioni di altre persone, l'unico bene di cui ancora non erano stati privati, il più prezioso: la vita. 

        Una cocente condanna contro l'odio, il razzismo e tutta la disperazione e le rovine che una guerra può portarsi dietro. Il regista ci pugnala con la violenza dei soldati tedeschi, con le facce attonite e incredule, deluse e arrabbiate degli ebrei, con le immagini di Varsavia dopo i bombardamenti (scena memorabile che da sola fa capire quanto la guerra possa essere un male per l'umanità), con l'odio, la crudeltà, il disprezzo della vita umana, i cadaveri lasciati per le strade come facessero ormai parte dell'arredamento urbano...

        Solo alla fine si intravede un bagliore di speranza: quello dell'ufficiale Tedesco che, forse però spinto da intenti opportunistici, aiuta Szpilman a nascondersi.

        "Il Pianista" è profondo, intenso, spiazzante, autentico, uno dei migliori film dell'anno e una delle migliori opere sull'Olocausto. Allo stesso tempo un ritratto di chi non ha nulla da perdere, ma resta aggrappato ad un filo che non si spezzerà mai: la speranza, in questo film rappresentata metaforicamente dalla musica e dall'amore per il pianoforte (come nella toccante scena in cui, pur avendolo davanti, il protagonista non può far altro che sfiorarne i tasti cercando di immaginarsi solo quali suoni possa emettere). Queste due uniche ancore di salvezza permetteranno al protagonista di continuare a vivere e gli consentiranno di tornare a conquistare la dignità che altri avevano voluto, ingiustamente e crudelmente, cercare di togliergli. 

                     Daniele T.

Il sito ufficiale del film

www.thepianist-themovie.com

Visione del film 91/2003;   Pubblicazione scheda 11/1/2003

I Voti degli Altri

La nostra classifica

Ciak

Corriere della Sera

International Movie Data Base

Incassi (USA / Italia)

9,00 / 10

Bellissimo

Colpo di Fulmine  **** / 5

Molto Bello

  Medi / Alti 

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