Agosto 2001

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Jurassic Park III | |
Scheda | ||
Regia |
Joe Johnston | |
Genere |
Avventura | |
Anno |
2001 | |
Nazionalità |
USA | |
Interpreti |
Sam Neill, William H. Macy, Tea Leoni, Alessandro Nivola | |
Titolo Originale |
Jurassic Park III | |
Durata |
1 h, 32' | |
| 6,95 / 10 |
Il Plot
Mamma e papà si avventurano alla ricerca del figlioletto, smarrito nei pressi dell'"isola dei dinosauri".
Secondo
me…
E alla fine i dinosauri ebbero il sopravvento sull'uomo. Non sto anticipando la fine del film: in "Jurassic Park III" sono questi antichi rettili i veri protagonisti. Infatti le scene migliori sono quelle con la loro presenza (la lotta tra Tirannosauro e Spinosauro, gli inseguimenti, la fuga tra il branco di dinosauri); quando non sono in scena si aspetta impazienti il loro ritorno; il loro carisma, la presenza scenica e, globalmente, la loro importanza hanno oramai superato quella dei "colleghi" umani. Sembrano invertiti, ormai, i vecchi equilibri dei cartoons Disney in cui l'uomo era il protagonista e gli animali erano ridotti a macchiette comiche destinate ad alleggerire il racconto con momenti ironici, come contorno alla vicenda principale. I dinosauri, accuratamente realizzati al computer o creati come modelli meccanizzati da Stan Winston, interagiscono ormai perfettamente con l'uomo e con l'ambiente in cui sono posti.
Però questo grado di perfezione tecnica non è sostenuto da una storia solida: non ci sono le premesse scientifiche di "Jurassic Park" o una trovata come quella di portare il T-Rex in una città di "Il Mondo Perduto". Sotto questo punto di vista il film aggiunge molto poco ai due episodi precedenti. La storiella del ricongiungimento familiare mi ha lasciato piuttosto indifferente: era solo una scusa (molto fragile) per tornare a parlare di nuovo dei mostri riportati in vita da Spielberg e Crichton nove anni fa.
In questo film ritroviamo i dinosauri soprattutto con il loro lato feroce e sanguinario. La differenza tra Joe Johnston e Steven Spielberg sta proprio nel tocco poetico che quest'ultimo aveva infuso nelle creature dei due episodi precedenti e nelle spessore che era riuscito a dare ai personaggi umani e alle loro vicende. Qui, il lato buono dei dinosauri è pressochè sparito. Anche la spettacolarità di alcune scene come quella del volo dell'aereo sopra un branco di erbivori (sempre bene sottolineate dal tema musicale di John Williams) risulta sminuita. Nei due films precedenti c'era sempre una parentesi, magari soltanto illusoria, che spingeva a considerare gli antichi rettili come delle creature buone e simpatiche ("comincia sempre così...", come diceva Jeff Goldblum), inoltre veniva creata una atmosfera di maggiore suspence (ricordate le pozzanghere nelle gigantesche impronte che cominciavano a tremare all'arrivo del T-Rex). Qui Johnston, oltre ad aver virato completamente sulla ferocia dei grossi rettili (i personaggi principali infatti diventano il nuovo Spinosaruo e i Velociraptor), non riesce a creare la stessa atmosfera di attesa e ottiene un rapporto più diretto e immediato col suo pubblico. Comunque riesce a costruire bene gli attacchi che i dinosauri sferrano contro l'uomo, riuscendo a coinvolgere, e a volte a spaventare gli spettatori. Con alcune trovate (ma molto poche) non da buttare: ad esempio la maxi-voliera.
Non riesco a capire, comunque, tutto il polverone sollevato per la presunta violenza presente nel film. In giro c'è sicuramente di molto peggio. Una psicologa, poco fa scriveva sul "Corriere della Sera" che il film potrebbe generare nei più piccoli paure e angosce che potrebbero avere conseguenze negative sulla loro crescita. Ma chi dice che questi dinosauri non possano prendere il posto che una volta aveva l'"uomo nero"? Le paure che queste creature possono generare penso possano essere utili proprio perchè stimolerebbero i bambini a trovare un modo per superarle e li aiuterebbero a crescere meglio e a trovarsi meno spiazzati quando, crescendo, si imbatteranno nei primi momenti di crisi. E poi, che differenza c'è tra la violenza di questo film e quella di un qualsiasi altro documentario su, ad esempio, la caccia dei felini?
Alla fine il film risulta essenziale (anche perchè una storia di base di questo genere giustamente non poteva essere stiracchiata per più di 90 minuti scarsi) veloce e, per i miei gusti, anche troppo breve. Un altro paio di nei sono la prevedibilità della trama (si riesce ormai a stabilire l'ordine in cui i personaggi verranno fatti a pezzi già all'inizio del film) e la scarsa verosimiglianza di alcuni episodi, che però sono, secondo me, nel complesso trascurabili (la videocamera che resta accesa e, dopo 8 mesi di intemperie, riesce ancora a funzionare: ne sto cercando una di questo tipo, ma non penso esista davvero). L'handicap più grosso per "Jurassic Park III" resta il fatto di avere a che fare con due predecessori illustri come "Jurassic Park" e "The Lost World". Senza queste due pietre di paragone, probabilmente potrebbe essere meglio valutato.
Nonostante questo, attendo con ansia il prossimo viaggio a Jurassic Park e mi unisco al coro di chi spera, per il quarto episodio, di essere guidato nel mondo dei dinosauri di nuovo dalla mano esperta di Steven Spielberg.
Il sito ufficiale del film
Visione del film 5/9/00 Recensione 5/9/00
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