Top Film della Stagione

          Novembre 2002         

K-19

Scheda               

Regia

Kathryn Bigelow

Genere

Avventura/Thriller

Anno

2002

Nazionalità

USA

Interpreti

Harrison Ford, Liam Neeson, Joss Ackland, Peter Sarsgaard

Titolo Originale

K-19: The Widowmaker

Durata

2 h, 02'

Il Voto                                    

8,00 /  10

Il Plot

        Siamo nel periodo della guerra fredda: Stati Uniti e URSS fanno a gara nel costruire armi nucleari. Il K-19 è un sommergibile nucleare russo che dovrebbe prendere il controllo missilistico al largo della costa Est degli Stati Uniti. Dovrebbe, perché questo “fiore all’occhiello” della marina Russa in realtà non si rivela all’altezza della missione, rischiando di acuire, grazie ad un incidente avvenuto a bordo, il clima di tensione tra le due superpotenze. Risolvere questo incidente sarà solo una questione di eroi...

Secondo me…   

        Robusto film tra lo storico e l’avventuroso realizzato dalla sempre apprezzata Kathryn Bigelow (di cui ricordo con piacere sia l’action con i fiocchi “Point Break”, sia il futuristico "frullacervello" “Strange Days”). In patria è stato un insuccesso, da noi è uscito tagliato di venti minuti (la durata originaria era di 2 ore e 22), chissà come andrà: ma visti gli incassi della settimana il film non promette niente di buono.

        Sarà forse perché Harrison Ford nei panni di un comandante russo gli Americani non sono proprio riusciti a vederlo bene, o sarà per la lunghezza un po’ sfibrante della pellicola. Eppure il film a me è piaciuto molto, anche se non ai livelli dei tre predecessori che come argomento più gli si avvicinano: “U-Boat 96”, “Caccia a Ottobre Rosso” e “U-571”. Il ritmo della narrazione, nonostante la lunghezza, è incessante. Le scene e i raccordi sono montati con velocità (come al solito nei film della Bigelow) e non ci sono momenti di stasi. Molto accurata mi è parsa anche la ricostruzione del sottomarino: sia dei suoi interni, sia delle scene in cui l’arma nucleare viene ultimata e viene messa in mare con l’inaugurazione.

        Forse la pecca peggiore sta nel personaggio interpretato da Ford, che, come dicevo sopra, non risulta credibilissimo come comandante russo senza cuore. Assistendo al film sembra sia in corso una lotta tra il “lato oscuro” del personaggio e la natura ironico-buonista che di solito caratterizza i personaggi interpretati da Harrison Ford. Alla fine è proprio questo lato “umano” che prevale sul resto. E l’atteggiamento di chi segue la pellicola è proprio lo specchio di questo percorso. All’inizio si guarda con sospetto il severo generale; poi (come l’equipaggio) si comincia a non sopportarlo e, addirittura, a odiarlo; infine si attua quel processo di rivalutazione che vuole non solo spiegare e giustificare  il modo di agire (che pareva ingiustificabile) del comandante, ma vuole addirittura renderlo simpatico. E lo spettatore, nelle scene finale, arriva a tifare per il caro vecchio buon Harrison Ford, riemerso con tutta la sua forza da sotto la dura scorza da cattivo comandante russo dentro cui qualcuno (forse l’attore stesso) ha cercato di imbrigliarlo. Peccato solo per il finale in cui il nostro Indiana Jones invecchiato risulta un po' ridicolo.

        Per il resto, “K-19” è una storia di eroi, anzi, la classica storia di eroi, di uomini di tutti i giorni che dimostrano il proprio valore trovandosi in grosse difficoltà, di persone saldamente ancorate ai propri ideali e pronte a sacrificarsi per la patria e i compagni. E’, più che un thriller o un “gioco di guerra”, un racconto triste e un po’ angosciante (astenetevi dalla visione se già siete depressi) che nulla concede al classico happy end all’americana. 

        La componente politico-diplomatica, come la tensione tra le due super potenze, sono lasciate un po’ troppo sullo sfondo; come da ammissione della stessa regista: "il primo elemento del film non è quello politico, ma quello umano. E' una storia che ci riguarda tutti [...] E' la storia che mi interessava perchè [...] racconta la Guerra Fredda in modo esemplare e permette di interrogarsi a distanza di anni su ciò che è stato davvero quel periodo" * ; questo, però, in realtà il film non riesce a farlo perfettamente per il problema di cui parlavo. Sarebbe stata meglio una maggiore contestualizzazione storica che rendesse la pellicola un po’ meno fuori dal tempo.

        Comunque, tutto sommato, “K-19” resta uno spettacolone mastodontico e godibile. Da gustarsi, senza dubbio, in una bella sala cinematografica fornita di maxi schermo; ma è anche"una vicenda che [...] ci dice che è possibile trascendere ogni linea geopolitica a favore di un valore etico e umano fondamentale e soprattutto comune" *. Se gli americani non hanno apprezzato questo film è forse, come sostiene su "Ciak" Alessandra De Luca, perchè a questo pubblico "non piace sentirsi ricordare, oggi più che mai, quanto coraggio ci vuole per non entrare in guerra".

                     Daniele T.

* = Intervista tratta da "Primissima" di Novembre.

Il sito ufficiale del film

www.k19movie.com

Visione del film 17/11/02

I Voti degli Altri

La nostra classifica

Ciak

Corriere della Sera

International Movie Data Base

Incassi (USA / Italia)

8,00 / 10

Molto Bello

**1/2 / 5

Quasi Appetitoso

    Bassi / Medi

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