Giugno 2002

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Lilo & Stitch | |
Scheda | ||
Regia |
Chris Sanders, Dean DeBois | |
Genere |
Animazione | |
Anno |
2002 | |
Nazionalità |
USA | |
Personaggi |
Lilo, Stitch, Nani, Jumba, Jookiba | |
Titolo Originale |
Lilo & Stitch | |
Durata |
1 h, 25 ' | |
| 8,40 / 10 |
Il Plot
Stitch è il terribile risultato di un esperimento genetico realizzato su un pianeta lontano lontano, Lilo è una piccola bambina hawaiiana molto sola che vive, non senza problemi esistenziali, grazie all'aiuto della sorella. Le strade di questi due personaggi si incroceranno in seguito alla fuga di Stitch dal suo pianeta, e saranno scintille...
Secondo
me…
Con "Lilo & Stitch" la Walt Disney Picture rinuncia a cercare altrove spunti per le proprie storie: non pesca in altre epoche storiche ("Pocahontas", "Mulan", "Ercules"...), in opere letterarie (da "Pinocchio", "Alice nel paese delle meraviglie" e "Cenerentola", fino a "Il Gobbo di Notre-Dame") o in altri mondi (da quello animale di "Il re leone" a quello dei giocattoli di "Toy Story" o degli insetti di "A Bugs Life"). Con questa vivace favola, gli sceneggiatori immergono il film nella realtà dei nostri giorni. E sono evidenti i riferimenti alla nostra società, ai suoi problemi, ai suoi "tic": basta pensare a Lilo, la protagonista, bambina ribelle con problemi esistenziali che si rifugia nella musica per trovare un'isola di tranquillità, basta pensare alla costante presenza della icona di Elvis che ci ricorda che siamo nel mondo reale. Oltre a Lilo e ad Elvis con la sua musica, c'è l'assistente sociale dal passato sospetto, ci sono alcuni riferimenti politici, ci sono le difficoltà della sorella che deve badare alla piccola protagonista...
Il tutto è condito (come sottolinea Porro su "Il Corriere della Sera") da una ironia pungente e cattiva, poco politically correct, tipica dei cartoon della Warner come "Will Coyote" o "Bugs Bunny". La Disney sembra avere dato una sterzata al tipico umorismo dei suoi precedenti classici. Sia perchè conferma il cinismo di questo vena ironica inaugurata col divertentissimo "Le Follie dell'Imperatore" (anche se l'umorismo ora è un po' più raffinato e meno basato sulla fisicità). Sia perchè la parte comica della pellicola non è più affidata come un tempo (Apu in "Alladin", Timon e Pumba in "Il Re leone", Lumière e soci in "La Bella e la Bestia",...) a personaggi di contorno alla vicenda principale, ma viene direttamente sostenuta dai protagonisti stessi. E vi assicuro che i risultati sono molto positivi: in alcune scene si ride veramente di gusto.
Non riesco a capire come sia possibile definire "funebre" un film come "Lilo & Stitch" e sostenere che "il divertimento è poco" (le persone che erano in sala con me si sono divertite tutte, a giudicare dalle risate); e, soprattutto, non riesco a capire cosa significhi dire che il film "celebra il meticciato di marketing finale ed esiziale tra la classicità disneyana e il neo-catodico nipponico" (Filippo Mazzarella su "ViviMilano").
Sempre Mazzarella parla di "sentimentalismo falso". Spero non sia solo perchè il film lancia un messaggio a favore della famiglia ("in una famiglia non si abbandona mai nessuno, e non ci si dimentica mai di nessuno") che, mi pare, sottolinei ancora di più la forza di questa istituzione (in un periodo in cui sta vivendo una profonda crisi), anche quando si tratta di nuclei "atipici" come quello della famiglia di Lilo (che comunque stanno diventando sempre più comuni nella nostra società). E non vedo il perchè debba essere tanto spregevole il fatto di sottolineare l'importanza degli affetti extra-familiari (mi riferisco alla figura dell'amico della sorella di Lilo, sempre pronto a donare il proprio aiuto).
Inoltre, se la critica arriva da chi abitualmente si scaglia contro gli eccessi dell'uso del computer in animazione, non capisco come si possa definire "il più brutto cartoon Disney del decennio" questo film in cui si è tornati ad una animazione tradizionale, con sfondi realizzati interamente a mano con il classico acquarello e con le tecniche più tradizionali del genere. Io sono sempre favorevole alle performance che il computer permette di ottenere (ad esempio, la carica degli gnu in "Il Re leone" o gli scenari di "Atlantis"), ma è anche vero che è molto piacevole rivedere l'uso di queste tecniche tradizionali che ci restituiscono in parte il piacevole sapore dell'artigianato. E poi i toni caldi dei colori usati, anche dal punto di vista visivo non avvalorano certo l'ipotesi che il film si "funebre".
Il film, in conclusione, conserva l'essenzialità narrativa e il ritmo nella successione degli eventi dei vecchi Disney (che sono sempre una garanzia di fabbrica), e, oltre a tecniche che sembravano abbandonate, con "Lilo & Stitch" si torna ad un cartoon un po' più adatto per bambini, e non espressamente dedicato ad un pubblico più adulto. Anche se, alla fine, il divertimento è assicurato per tutti, con in più alcune parentesi toccanti.
E poi, basta scagliarsi contro il "classico happy-end all'americana" che qui conclude il film con il trionfo dei buoni sentimenti (sempre caro alla casa Disney). A parte il fatto che non avrei saputo immaginare per questo film una conclusione migliore, diversa da quella che tutti si aspettano e desiderano vedere, un po' di zucchero non ha mai fatto male a nessuno. Non sempre bisogna portare a galla il liquame che scorre nella nostra società. Qualche messaggio positivo e ottimistico, qualche storia felice e a lieto fine ha pur diritto ad esistere.
Daniele T.
Il sito ufficiale del film
www.disney.go.com/disneypictures/liloandstitch
Visione del film 26/6/02
I Voti degli Altri
La nostra classifica |
Ciak |
Corriere della Sera |
International Movie Data Base |
Incassi (USA) |
| 8,40 / 10 Molto Bello |
*** / 5 Appetitoso |
*** / 5 Interessante |
8,00 / 10 | Alti |
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