Gennaio 2003

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Lontano dal Paradiso | |
Scheda | ||
Regia |
Todd Haynes | |
Genere |
Drammatico | |
Anno |
2002 | |
Nazionalità |
USA | |
Interpreti |
Julianne Moor, Dennis Quaid, Dennis Haysbert | |
Titolo Originale |
Far From Heaven | |
Durata |
1 h, 47' | |
| 8,00 / 10 |
Se non vuoi anticipazioni sulla trama NON LEGGERE le parti SCRITTE IN BLU.
Il Plot
Cathy è una moglie perfetta, ha una famiglia perfetta, un marito baciato dal successo, una bellissima casa nell'incantevole Connecticut, delle amiche che vanno a prendere il tè da lei, una brava e buona domestica, e un nuovo giardiniere nero con cui entra subito in buoni rapporti. La vicenda si colloca negli anni Cinquanta e sono ancora molto forti le tensioni razziali e i pregiudizi che non vedono di buon occhio l'amicizia tra Cathy ed il giardiniere. In più la protagonista scopre che il marito ha tendenze omosessuali e la coppia comincia ad andare in crisi. Cathy cercerà rifugio proprio nell'amichevole figura del giardiniere di colore, e questo, come prevedibile, non farà altro che peggiorare le cose, grazie alle pettegole e maligne amiche che la circondano.
Secondo
me…
Protagonista assoluta di questo dramma radicalmente ambientato negli anni Cinquanta è una splendida Julianne Moore (Cathy), una delle migliori performance femminili che io abbia visto quest'anno; si è dimostrata davvero una grandissima attrice, sembra quasi un'altra persona, un'attrice nettamente superiore rispetto a quanto rivelava la parte interpretata recentemente in "Hannibal".
Cathy, con la forza delle sue convinzioni e del suo carattere, sembra riuscire a costruire un granitico castello attorno alla propria famiglia: ha un marito di successo, due figli obbedienti e bravi, una domestica che la aiuta e tante amiche (un po' pettegole, per la verità) che ogni giorno la vanno a trovare. Per non essere donna tutta casa e chiesa si dedica anche al volontariato e sostiene le associazioni che difendono i diritti dei neri.
Insomma, Cathy è riuscita a costruirsi un personale universo di perfezione, saggiamente trasposto dal regista Haynes nella incantevole ambientazione autunnale del Connecticut. Con tanto di macchina lucida, villetta bianca, vialetto circondato da prati verdissimi, piante ben curate, arredi caldi e avvolgenti,... una perfetta ambientazione che porta lo spettatore a vivere direttamente in quegli anni. Il risultato è un'opera non travolgente, ma riflessiva, elegante e raffinata; un film veramente di gran classe da seguirsi con una buona dose di attenzione.
Parlavamo del granitico castello di Cathy; ad un certo punto si rivela essere in realtà un castello di carte che crolla addosso alla protagonista. Lei, sbigottita, non riesce a crederci, non riesce a spiegarsi cosa possa essere successo, fa di tutto per fare tornare le cose a posto, e in più non può confidarsi con nessuno, vista la velocità con cui le voci maligne si propagano per il paese. Il suo sorriso sembra essere sempre più forzato, ma la sua forza di volontà la spinge a proseguire sulla sua strada, la sua caparbietà e la sua illusa visione del mondo la spingono ad andare avanti, le sue radicate convinzioni la spingono, senza farsi problemi, a cercare una amicizia proibita dalle perbenistiche regole sociali del tempo.
E il film sa ricostruire perfettamente il clima di tensioni razziali che caratterizzava quel periodo, dove anche una semplice amicizia con il giardiniere di colore veniva vista con sospetto e disgusto, dove razzisti erano i bianchi, ma anche i neri, dove il semplice contatto tra due persone di colore di pelle differente era deprecato dai passanti, dove trionfava l'ipocrisia (basti citare la scena in cui il marito interpretato da Dennis Quaid, anche lui molto bravo, rimprovera la moglie per aver sentito dire in giro che aveva parlato con un nero, e questo dopo che la moglie lo aveva scoperto a baciarsi con un altro uomo).
Nonostante le avversità del destino, Cathy rimane una donna forte, piange ma non cede, soffre ma continua imperterrita per la propria strada, cerca di aggrapparsi a nuovi sogni, ma si rende conto che sono impossibili da realizzarsi (per questo non salirà sul treno che la allontana da un probabile futuro amore e il finale del film, aperto, lascia in bocca tutta l'amarezza della vita); in definitiva, salendo in macchina e riprendendo la propria strada forse si rende definitivamente conto che in questo mondo non riusciremo mai a costruirci il nostro universo di perfezione e rimarremo, comunque, sempre davvero lontani, nonostante tutti i nostri sforzi; saremo sempre molto "Lontano dal Paradiso".
Daniele T.
Il sito ufficiale del film
Visione del film 4/1/2003; Pubblicazione scheda 5/1/2003
I Voti degli Altri
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Ciak |
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Colpo di Fulmine | **** / 5 Molto Bello |
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