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Piergiorgio Ravasio

 

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Alexander

Scheda               

Regia

Oliver Stone

Genere

Storico

Anno

2004

Nazionalità

USA

Interpreti

Colin Farrell, Angelino Jolie, Val Kilmer, Anthony Opkins, Jared Leto

Titolo Originale

Alexander

Durata

2 h, 53 '

 

Il Voto            

di Piergiorgio Ravasio

6,50 /  10

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La Storia / L'Opinione

di Piergiorgio Ravasio

        Non credo sia semplice commentare l'epopea del più grande condottiero di tutta la storia. Da un punto di vista prettamente storico i fatti sono molto semplici e noti a chiunque abbia frequentato anche solo le scuole dell'obbligo.

        Alessandro Magno nacque nel 356 a.c. dal padre Filippo il Macedone e dalla madre Olimpiade. O forse, come la leggenda narra e il film evidenzia chiaramente, addirittura figlio di Zeus. A 25 anni aveva già conquistato una buona parte dei principali regni del mondo, con il suo imponente esercito che lo accompagnò dalle coste dell'Asia Minore fino all'Hymalaya e all'India riportando encomiabili successi militari e politici. A 33 anni, tra i suoi fedelissimi di sempre, trova la morte con la conseguente spartizione del suo regno tra quanti, fino al giorno prima, lo avevano proclamato e sostenuto come il più grande (Magno) eroe di tutti i tempi.

        Venendo alla pellicola di Oliver Stone (che in patria non ha avuto il minimo successo), si sono sentite critiche di ogni specie. Non voglio entrare nei commenti storici sul personaggio in quanto non sono né un intenditore di storia né tantomeno un appassionato di gesta valorose che vengono fatte studiare sui banchi di scuola in epoca adolescenziale.

        Sicuramente un elogio va all'ottima scenografia: imponente soprattutto nella presentazione della sontuosa città di Babilonia. Non di meno le epiche e cruente battaglie: quella contro i Persiani a Gaugamela (guidati da un Dario Raz Degan re di Persia... potevano mettere un qualunque altro attore...) e la seconda contro gli Indiani e i loro imponenti elefanti.

        Non dimentichiamo la fantastica colonna sonora del grande Vangelis: anche la musica giusta mentre il fedele cavallo Bucefalo corre, cavalcato dal grande Alessandro, contribuisce a suscitare emozioni e sensazioni che rimangono impresse nel cuore e nella mente.

        Del film mi ha colpito soprattutto l'analisi introspettiva fatta sul protagonista principale: un ottimo Colin Farrell che bene è riuscito a trasmettere i suoi desideri, le sue paure, le sue ambizioni, la sua sete di gloria e di vendetta, i suoi timori e i controversi amori (tanto etero quanto omosex). Il rapporto molto conflittuale con entrambi i genitori: il padre Filippo (un bravo Val Kilmer), perennemente in rotta di collisione col figlio; la madre Olimpiade (una splendida Angelina Jolie) abile stratega politica, fin troppo legata al figlio Alessandro. Sopra queste due figure si impone, con tutta la sua forza e significato, la figura dell'amico d'infanzia Efestione. Un amico che subito diventa l'unico vero amore della sua vita, il suo punto di riferimento, il padre che non hai mai avuto accanto a sé, il compagno di tante sue notti (tutto questo, ovviamente, censurato nella casta Europa occidentale, troppo sensibile a equilibri e a rapporti personali di questo tipo ...).

        L'immagine, positiva, che la rilettura di Oliver Stone vuole dare del personaggio, è sì quella del conquistatore. Ma di un conquistatore che aveva l'obiettivo finale di riunire tutti i popoli sotto un solo sovrano, superando le differenze di cultura e di razza, facendo trionfare, una volta per tutte, la Pace (quella con la P maiuscola). Ecco, quindi, che la battaglia tra Alessandro e Dario di Persia può essere vista con gli occhi di tanti conflitti che ancora oggi dilaniano questo nostro mondo, contrapponendo oriente ad occidente. E la spartizione, alla morte di Alessandro, di tutti i territori, tra i suoi "amici", ricorda molto quella sete di potere che ancora oggi attanaglia tanti potenti di questo mondo. Verrebbe da chiedersi: se questo eroe fosse vissuto più a lungo, tante divisioni ideologiche, razziali e religiose, ci sarebbero ancora?

        Sicuramente Alessandro ha fatto molto, sicuramente è stato un re che ha contribuito a cambiare la Storia, sicuramente ha gettato le basi per una più civile e umana convivenza tra gente di varia lingua, religione e cultura. A noi cogliere il messaggio e farlo vivere nella nostra quotidianità. Certamente non passeremo alla storia, né saremo ricordati su pagine e pagine di volumi  che studieranno i nostri figli e nipoti. Ricordiamoci solo che i nostri morti non muoiono quando scendono nella tomba, ma in proporzione a quanto vengono dimenticati. E soltanto l'oblio rende il distacco irreparabile.

                             Piergiorgio R.

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