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| Piergiorgio Ravasio |
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Alta Tensione |
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Scheda |
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Regia |
Alexandre Aja | |
Genere |
Horror | |
Anno |
2003 | |
Nazionalità |
Francia | |
Interpreti |
Cècile De France, Maiwenn Le Besco, Philippe Nahon, Franck Khalfoun | |
Titolo Originale |
Haute Tension | |
Durata |
1 h, 25 ' | |
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di Piergiorgio Ravasio
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La Storia / L'Opinione
di Piergiorgio Ravasio
Alta tensione. Questa volta, forse più che mai, si può dire che il titolo abbia
pienamente centrato le atmosfere e lo stato d'animo suscitato nello spettatore
durante la visione del film.
La pellicola viene presentata dal
grande Luc Besson e diretta da un quasi esordiente Alexandre Aja che, nonostante
la breve esperienza da giovane ventiquattrenne, è riuscito a produrre un bel
film horror dai connotati ben definiti per gli amanti del genere. Trama
piuttosto scontata ma diretta con grande abilità e maestria.
Marie e Alex sono due giovani studentesse che si ritrovano nel casolare dei genitori, in aperta campagna, per prepararsi al prossimo esame universitario. La piacevole atmosfera di isolamento e puro concentramento, viene subito interrotta dalla comparsa, notturna, di un serial killer che, con estrema violenza e ferocia stermina, uno dopo l'altro, il padre, la madre e il fratello di Alex. Infine, non sazio, incatena Alex e, a bordo di un furgoncino (ricordate "Jeepers Creepers" ?), la porta via con sè. Marie sarà l'unica superstite che dovrà fare l'impossibile per salvare la propria amica. Ci riuscirà ?
Sicuramente il finale del film non si risolve in una banale risposta a questo
interrogativo. Il colpo di scena conclusivo, decisamente inaspettato, lascerà
tutti a bocca aperta (sia chi lo ha apprezzato, come me .... sia chi lo
criticherà per mancanza di originalità).
Al di là degli ultimi quindici
minuti, la pellicola si distingue per il raggiungimento del suo scopo: colpire
al cuore delle paure più elementari e nascoste del nostro io. Le certezze (o
quasi) della nostra vita, vengono clamorosamente messe in discussione e colpite
a sangue nella loro naturalezza: il calore e l'affetto familiare, i rapporti di
amicizia, il silenzio e la quiete di una casa di campagna, il relax di una
settimana di ferie, il totale e conciliante silenzio di una notte estiva. Tutto
questo va a sfracellarsi inesorabilmente contro la pazzia di un uomo, uno
"sconosciuto", che improvvisamente piomba nella nostra vita e, con una fredda e
lucida razionalità elimina, ad uno ad uno, tutti gli affetti e i valori della
nostra esistenza.
Ed anche l'ambientazione del film (quasi esclusivamente al chiuso, o comunque circoscritta ad ambiti ben definiti) sembra volerci ricordare come il pericolo possa essere più vicino a noi di quanto si possa immaginare, senza doverlo cercare tanto lontano dalla nostra vita quotidiana.
Ultima nota, non indifferente, attiene alla ferocia e al gusto dello splatter (che sembra un po' tornato di moda negli ultimi tempi). Un mix di scene che rendono il film (vietato ai minori) decisamente sconsigliabile ai soggetti facilmente impressionabili.
Piergiorgio R.
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