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data uscita film:

05-01-2007

pubblicazione scheda:

06-01-2007

 

Apocalypto

 Recensione di

Daniele Toninelli

Voto 7,85

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la locandina

Genere

Drammatico

Titolo Originale

Apocalypto

Nazionalità

USA

Anno

2006

Durata

2 h, 19'
 

Regia

Mel Gibson

Interpreti

Rudy Youngblood, Dalie Hernandez, Raoul Trujillo

Quanto fumo... per così poco arrosto. Tutto questo polverone perchè la censura in Italia non ha imposto, per quest'ultimo film di Mel Gibson, il divieto ai minori. Innanzitutto se la cosa non è andata in questo modo il problema non sta nel film, ma nella commissione che lo giudica e nei meccanismi e criteri di decisione ormai stravecchi (il ministro Rutelli è già intervenuto in proposito). In secondo luogo "Apocalypto" non mi è parso così violento come molti lo hanno dipinto (probabilmente senza vederlo) e consiglierei, se proprio una restrizione bisogna farla, di vietarlo ai minori di 14 anni, se non accompagnati. Ormai, purtroppo, siamo abituati a ben di peggio. Comunque ho trovato il film molto meno impressionante e, purtroppo, molto meno coinvolgente ed appassionante di "La Passione di Cristo". Ma anche, come il regista stesso ha ammesso in una intervista riportata dal Correre della Sera, meno violento dell'osannato "Braveheart - Cuore Impavido" (5 Oscar). Dunque mi pare che tutto questo baccano si ritorcerà in senso positivo sugli incassi del film e si rivelerà solo una gratuita e massiccia campagna pubblicitaria.

Ho letto anche che "Apocalypto" doveva essere un'opera sul tramonto della civiltà dei Maya; in realtà, a parte nella frase che apre e nella scena che chiude il film, anche questo aspetto mi pare non molto connesso con la storia raccontata da Gibson.

In una tranquilla comunità che caccia, pesca e si riproduce tra i boschi del continente Sud Americano un funesto giorno, preannunciato da una tribù in fuga, fa il suo ingresso una feroce ed insensata violenza. Chi non viene ucciso sul posto, diviene prigioniero e viene condotto nella città Maya, dove i prigionieri verranno venduti come schiavi o, peggio, verranno utilizzati come sacrifici umani per le barbare e terribili cerimonie istituite per ingraziarsi il dio del Sole. Tra i prigionieri vi è Zampa di Giaguaro, il figlio del capo villaggio, che è riuscito, prima di essere catturato, a nascondere moglie e piccolo figliolo in un anfratto naturale. Riuscirà a congiungersi di nuovo con la sua famiglia?

Scandito dalla musica di Horner, che come un metronomo dà il ritmo a tutta la pellicola, questo film di Gibson, recitato nell'antico linguaggio Maya e con sottotitoli (ma state tranquilli, la cosa non dà per nulla fastidio) è una pellicola tesa e serrata. Non usa (come molti sostengono) solo ed esclusivamente la violenza, il sangue, il gusto pulp per il macabro per colpire gli spettatori (come, ad esempio, fa Tarantino), ma, anche se marciandoci un po', lo sfrutta solo quando funzionale alla storia. In alcune scene (più che in "La Passione di Cristo") Gibson accenna soltanto a torture, sventramenti, barbari sacrifici; in altre le lascia intuire senza mostrarle. Questo mi fa pensare che molti di quelli che criticano la violenza di "Apocalypto" in realtà non abbiano visto il film. E accusare il regista di ricatto morale o di insultare l'intelligenza del pubblico (come Mereghetti sul Corriere) mi pare un po' eccessivo.

"Apocalypto" non è profondo come poteva essere, non affronta realmente la decadenza dell'impero Maya, presenta nella sceneggiatura alcune esagerazioni difficilmente accettabili (l'eclisse, il parto "acquatico", lo sbarco dei coloni, l'invulnerabilità del protagonista, ...), ma mi pare che sia fatto piuttosto bene. Non ha momenti morti, nè momenti eccessivamente lunghi. Conserva qua e là il gusto dell'ironia tipico di Gibson (soprattutto nella parte iniziale, quando viene presentato il villaggio ed i protagonisti) e la sua abilità nel costruire film d'azione, film in grande: anche in questo senso è fondamentale l'apporto della partitura musicale di Horner, ma anche i ralenty e le carrellate della cinepresa.

Anche chi si impressiona facilmente non potrà negare che il racconto fila via liscio verso la conclusione. E, nonostante la tempra da supereroe del protagonista (bravo Youngblood), tutto sommato questo ed altri difettucci si possono perdonare al Gibson regista (ma non al Gibson sceneggiatore) per il fatto che è riuscito a realizzare un buon action storico (in alcune parti simile a "Rambo", in altre a "Mission", in altre ad "Arma Letale"). Comunque un buon film (e a quanto pare anche poco costoso: solo 40 milioni di dollari).

Ideale per...

Chi si impressiona facilmente. Dopo aver visto questo film probabilmente rimarrà in parte anestetizzato. Non per studiosi della civiltà Maya: a quanto pare le inesattezze sono molte (sacrifici, lingua, ... v. Kezich sul Corriere)

La scena topica

I prigionieri, destinati ad essere sacrificati dagli stregoni sul tempio, vengono risparmiati e vengono utilizzati come animali da svago dai guerrieri Maya. Che il gioco abbia inizio...

 

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