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| data uscita film: |
20-01-2007 |
pubblicazione scheda: |
21-01-2007 |
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Bobby |
Recensione di Daniele Toninelli |
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| Voto | 8,00 | |
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la locandina
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Genere |
Drammatico / Storico | |
Titolo Originale |
Bobby | ||
Nazionalità |
USA | ||
Anno |
2006 | ||
Durata |
1 h, 52' |
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Regia |
Emilio Estevez | ||
Interpreti |
William H. Macy, Anthony Hopkins, Sharon Stone, Lindsay Lohan, Ashton Kutcher, Demi Moore, Christian Slater, Laurence Fishburne, Emilio Estevez, Martin Sheen, Elija Wood | ||
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Ecco un ottimo esempio di cinema impegnato, che costringe a riflettere sull'onda dei ricordi di una delle personalità più significative della politica americana, una figura che purtroppo è stata tragicamente fermata, cui è stato concesso troppo poco tempo. E' il 1968 e negli Stati Uniti sono in corso le elezioni primarie. Tra i vari candidati si segnala Robert Kenney, da tutti chiamato Bobby, un senatore che porta avanti idee rivoluzionarie contro la guerra e l'odio, a favore dell'integrazione sociale di tutte le razze. Bobby sta per tenere un discorso ai suoi sostenitori, presso l'Hotel Ambassador. Il personale dell'albergo è in fibrillazione e un vortice di vicende differenti ruotano attorno all'evento: c'è la parrucchiera (Sharon Stone) tradita dal marito (William H. Macy), direttore dell'albergo; c'è uno degli inservienti (Freddy Rodriguez) che cerca di liberarsi per una partita di baseball; c'è una cantante alcolizzata (Demi Moore) e uno hippie (Ashton Kutcher) che vende droga a due ragazzi che dovrebbero occuparsi della campagna elettorale del senatore Bobby; ... C'è una pistola che squarcia la gioia per la imminente vittoria e che per un attimo infrange gli ideali che stavano facendo sognare agli americani un nuovo inizio. "Bobby" è un ottimo documento storico che alterna alle immagini autentiche del vero Robert Kennedy ad una partecipazione corale di grandi attori che danno il massimo. Un film che sarebbe stato degno del recentemente scomparso Rober Altman ("Gosford Park", "Radio America") in cui le vicende di tanti personaggi si intrecciano tra di loro ruotando attorno all'evento principale: la corsa alla vittoria delle primarie del giovane e innovatore senatore Kennedy. Poco prima dell'epilogo forse si intravede qualche segno di stanchezza, ma la ricostruzione dell'attentato è ottima. Estevez riesce a dare forma alle sue storie, riesce a dirigere un cast eccellente e riccamente assortito con sicurezza. Riesce a rendere il giusto tributo ad un messaggio (e ad un personaggio) che non ha mai perso la sua attualità. E le parole (ottima la scelta di non doppiare il discorso) commoventi e ancora attualissime del senatore Bobby Kennedy (pronunciate dopo l'uccisione di Martin Luther King) risuonano con il loro eco di tolleranza, pace, sensatezza, intelligenza, sensibilità nelle orecchie degli spettatori anche quando si è usciti dalla sala. | |||
| Ideale per... |
Chi vuole imparare qualcosa da un messaggio universale la cui forza potrebbe rivelarsi uno stimolo anche per noi, per cercare di salvare e migliorare il mondo in cui viviamo. | ||
| La scena topica |
Bobby finisce il discorso all'Ambassador e si a avvia all'uscita stringendo mani, tra i sorrisi dei suoi sostenitori, quando una pistola spunta tra la folla e lo sgomento si sparge tra i presenti. | ||