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Piergiorgio Ravasio |
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Boogeyman - L'Uomo Nero |
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Scheda |
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Regia |
Stephen Kay | |
Genere |
Horror | |
Anno |
2005 | |
Nazionalità |
USA / Germania / Nuova Zelanda | |
Interpreti |
Barry Watson, Emily Deschanel | |
Titolo Originale |
Boogeyman | |
Durata |
1 h, 29 ' | |
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di Piergiorgio Ravasio
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La Storia / L'Opinione
di Piergiorgio Ravasio
Le paure infantili e le favole da non raccontare.
Negli ultimi anni è facile ritrovare pellicole horror che rimandano alle angosce, ansie e paure di quando si era bambini. Segno che, probabilmente, questo ritorno ai terrori dell'infanzia può costituire terreno fertile per il successo di un genere cinematografico di difficile coinvolgimento emotivo. E' il caso di questo "Boogeyman", dal sottotitolo "L'uomo nero": il tradizionale uomo cattivo, la cui figura veniva (o viene) narrata ai bambini, già accovacciati sotto le coperte, quando fanno i capricci, non ascoltano i saggi genitori e soprattutto quando non ne vogliono sapere di addormentarsi.
Oggi Tim è un ventenne, felicemente innamorato, con la passione del giornalismo, ma che non ha ancora superato la fobia del buio notturno (anche perchè, una sera, da bambino, subisce il trauma di una "presenza" all'interno dell'armadio della sua stanza nonchè, per lo stesso motivo, l'improvvisa scomparsa del padre). Rientrato in città per la morte della madre, viene convinto da una psicologa a soggiornare una notte nella sua vecchia stanzetta. Questo, a detta del personaggio, è il modo migliore per superare la paura che si trascina dall'infanzia.
Un mix tra horror e paranormale (dalle porte dell'armadio ci si ritrova catapultati in altri locali; alcuni personaggi scompaiono in circostanze misteriose e ritornano in un secondo momento) il cui risultato è quello di non soddisfare lo spettatore desideroso di tensione e forti emozioni.
Geniale (bisogna riconoscerlo) l'idea di sintetizzare tutte le paure e concentrarle in un unico ambito a cui tutti sono legati e necessariamente devono dipendere: l'armadio della propria stanza da letto. Qualche similitudine la possiamo riscontrare con la pellicola dello scorso anno "Al calar delle tenebre" (con il mito della "fata dentina"... che arriva di notte a prendersi il dente caduto al bambino).
Ambientazioni molto dark, fotografie decisamente oscure, qualche effetto sonoro da cuore in gola... ma il risultato è piuttosto deludente. Anche per un finale scarsamente digerito e che, per fortuna, non dovrebbe lasciar aperta la porta (o forse è il caso di dire ... l'armadio) ad un probabile sequel. Peccato per la firma (Sam Raimi), grande architetto delle indimenticabili "Case", che sicuramente ricorderemo per il vero terrore che suscitava tra gli spettatori.
Morale della favola: evitiamo certi aneddoti e favole coi nostri bambini. I traumi provocati non sempre sono di facile e immediata soluzione.
Piergiorgio R.
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| Nickname | Laura | Data | 14-07-2005 |
| Commento | é bellissimo Boogeyman L'uomo Nero! | ||
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