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Cellular |
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Scheda |
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Regia |
David R. Ellis | |
Genere |
Thriller | |
Anno |
2005 | |
Nazionalità |
USA | |
Interpreti |
Kim Basinger, Chris Evans, William H. Macy, Jason Stathman | |
Titolo Originale |
Cellular | |
Durata |
1 h, 34 ' | |
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In breve... Non ne ero convinto, eppure "Cellular" ha passato il test della "stanchezza" e si è rivelato un thriller valido, con tutti gli ingredienti del caso (tensione, ritmo, sorprese). Chris Evans non è all'altezza di Kim Basinger, risalta più per le sue doti fisiche che per la sue capacità espressive; il migliore è William H. Macy. All'inizio il film procede per comparti stagni, poi l'evolversi della storia spiega tutto. C'è solo l'essenziale, anche se non è all'altezza di "In Linea con l'Assassino"; i problemi dell'era del cellulare consentono di identificarsi e non mancano le occasioni per sorridere. |
Se non vuoi anticipazioni sulla trama NON LEGGERE le parti SCRITTE IN BLU.
Girando per la spiaggia di Santa Monica con un amico che è a caccia di ragazze,
l'aitante Ryan (Chris Evans) si imbatte nella (ex) fidanzata e cerca di
riconquistarla. Questa lo costringe a fare per lei alcune commissioni ma,
durante il tragitto in macchina, il protagonista viene raggiunto sul cellulare
da una chiamata disperata. Si tratta di Jessica Martin, una donna (Kim Basinger),
madre di famiglia e moglie felice, che è stata rapita dalla propria abitazione
da degli individui loschi che hanno poi provveduto a rinchiuderla, in completo
isolamento, nella soffitta di una abitazione. La donna è riuscita però a mettere
in funzione il telefono e a fare un numero che corrisponde a quello del
cellulare di Ryan. Abbattuta l'incredulità e la diffidenza
del ragazzo, Jessica riesce a convincerlo ad aiutarla. Ryan riesce ad arrivare
col proprio cellulare al comando di Polizia per denunciare il rapimento. Non
riesce, però, a portare a termine l'operazione ed è costretto a correre alla
scuola frequentata dal figlio di Jessica per cercare di sottrarlo alle mire dei
rapitori misteriosi...
C'è un test che ritengo essere molto valido per comprendere se un film è
più o meno valido. Il test della "stanchezza", che consiste nell'andare
al cinema quando si è talmente stanchi che si rischia pericolosamente di
addormentarsi sulla poltrona. Ogni tanto mi succede e in molti casi, se il film
non è in grado di attirare la mia attenzione, il rischio di entrare in "trance"
(quello stato della mente che sta fra l'essere svegli e il non esserlo del
tutto) può farmi perdere anche intere scene di un film. Queste erano le mie
condizioni quando ho comprato il biglietto per "Cellular", scelta tra
l'altro, non molto convinta, ma vista la scarsità di proposte alternative mi
sembrava il meno peggio.
Nonostante le tragiche premesse "Cellular" si è invece rilevato un film
piuttosto valido, un buon thriller in cui gli ingredienti principali (ovvero la
tensione, il ritmo serrato, i colpi di scena) ci sono tutti e sono dosati al
punto giusto. Certo, non mancano le pecche. In particolare è evidente il
divario tra la brava Kim Basinger (anche se il personaggio di Jessica
risulta forse un po' troppo calcato) e il protagonista, il ventitreenne Chris
Evans, che, in particolare nella prima parte del film, sembra essere stato
scelto soprattutto per le sue doti fisiche che per la sue capacità espressive:
totalmente immaturo. Anche se, tutto sommato, l'attore sembra poi migliorare con
il tempo e verso la fine del film sembra arrivare quasi all'altezza della
situazione perdendo un po' quella connotazione di "bella statuina" che sembra
essere la sua funzione nel film. Tra tutti, comunque, come nel recente
"Sahara", il migliore sembra essere William H. Macy nei panni del bonario e
buon poliziotto di quartiere alle soglie della pensione.
Il film parte dando l'impressione di essere uno spin-off di Baywatch,
sull'assolato lungomare di Santa Monica, poi per fortuna prende un'altra piega,
si entra nel vivo della vicenda: la tranquillità familiare di mamma Jessica è
solo una breve parentesi introduttiva, slegata dalle scene successive.
Questo però succede anche per il seguito: fino ad un certo punto il film sembra
essere realizzato per comparti stagni un po' slegati tra loro, ma poi
l'evolversi della storia spiega tutto. E semplicisticamente ci si trova solo
l'essenziale e nulla più di ciò che serve a portare avanti la vicenda. Certo, il
cellulare non è all'altezza della cabina telefonica di "Phone Booth - In
Linea con l'Assassino", meraviglioso e teso film di Ridley Scott, ma i
problemi dell'era del cellulare (dal "non prende" alle batterie scariche)
sembrano esserci tutti consentendo spesso di identificarsi con le difficoltà
del protagonista. E non mancano le occasioni che fanno sorridere, anche se
alcune sembrano piuttosto forzate: il cognome Martin sembra essere stato scelto
apposta per la gag in cui la mamma implora Ryan di trovare il figlio, che, in
tempi in cui il famoso cantante "non c'era ancora" ha scelto di chiamare Ricky.
Ah, ah!
Daniele Toninelli
Movie Maniac Parade |
Ciak |
Corriere della Sera |
International Movie Data Base |
INCASSI(USA / Italia) |
| 7,30 /
10
Bello |
** / 5 Debole |
*** / 5 Interessante |
6,40 /
10
(28-03-05) |
- / Medio-Bassi |
Uscita del Film |
Visione del Film |
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