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Febbraio 2003 |
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Chicago |
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Scheda |
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Regia |
Rob Marshall | |
Genere |
Musicale | |
Anno |
2002 | |
Nazionalità |
USA | |
Interpreti |
Renèe Zellweger, Catherine Zeta-Jones, Richard Gere, John C. Reilly | |
Titolo Originale |
Chicago | |
Durata |
1 h, 53' | |
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Se non vuoi anticipazioni sulla trama NON LEGGERE le parti SCRITTE IN BLU.
Nella Chicago del 1929 una ragazza cerca di sfondare in tutti i modi nel mondo
dello spettacolo, si fa ingannare e uccide l'approfittatore di turno. Viene
subito arrestata dalla polizia e rinchiusa nel braccio della morte (sezione
femminile) con altre donne che si erano macchiate dello stesso crimine. Al suo
servizio, grazie all'aiuto di Mama (Queen Latifah), si mette un avvocato di
successo che farà di tutto per riabilitare l'immagine della protagonista e per
cercare di farla assolvere.
Non si può non parlare di "Chicago" senza fare riferimenti a "Moulin
Rouge", il rivoluzionario musical che ha dato una svolta al genere
(facendolo risorgere dopo lunghi anni di sonno) e rappresenta, quindi, una
pietra miliare in questo campo. Questo riuscitissimo musical di Rob Marshall ha
molti elementi che lo contraddistinguono dal film di Luhrmann con l'accoppiata
MacGregor - Kidman.
Innanzitutto si tratta di un evidente "ritorno al passato", cioè ai classici musical realizzati fino ad alcuni anni fa: estrema cura dei dettagli, delle coreografie, delle ambientazioni sceniche, della luce e della fotografia. Inoltre, dove in "Moulin Rouge" venivano messe in evidenza le sfarzose e barocche scenografie, qui invece gli sfondi vengono lasciati in ombra, spesso servono solo ad isolare le figure in primo piano e a metterle in risalto (vengono usati prevalentemente fondali neri o di colore scuro, con un frequente uso degli specchi o dei riflessi). In realtà in qualche segmento del film è evidente l'influenza di "Moulin Rouge", come nel caso delle zoomate e degli stacchi velocissimi (spesso in asse) al ritmo di musica.
"Chicago",
a differenza del film di Baz Luhrmann dove la storia era impostata sul
flash-back, si svolge
linearmente ed è strutturato su due piani narrativi differenti, che si
integrano perfettamente tra loro grazie ad un sapiente e lodevole lavoro di
montaggio. I due piani sono messi bene in evidenza anche grazie ad una scelta
cromatica differente. Da una parte ci sono le scene in cui prevalgono i colori
naturali che perfettamente si adattano alla ricostruzione della violenta e
glamour Chicago degli anni '20. Dall'altra parte ci sono le parti più
prettamente "musical" in cui prevalgono i colori della passione:
viola, blu, rosso, con scenografie e costumi molto meno sgargianti e
"circensi" rispetto a quelli che si trovavano in "Moulin Rouge".
I due piani si intersecano continuamente e portano avanti la narrazione
integrandosi e valorizzandosi a vicenda. Risultato: i minuti volano e il film
intrattiene senza che il meccanismo si inceppi in alcun punto.
Anche il clima è
differente da quello di "Moulin Rouge". Là si passava da parti
serie o decisamente drammatiche a parti prettamente comiche, qui invece si resta
(pur parlando di una storia essenzialmente drammatica) sul sottile filo
dell'ironia e questa aria leggera e scanzonata la si respira per tutto il film,
sia nelle parti musicali che nelle parti "parlate" che a queste fanno da raccordo.
Uno dei momenti migliori è stata la scena in bianco e nero costruita come un
cinegiornale d'epoca. E poi, che meraviglioso tocco di eleganza e classe il
presentatore di colore che introduce i vari personaggi e i momenti musicali
presenti nel film!
Infine anche gli attori hanno un ruolo diverso rispetto a "Moulin Rouge". In quest'ultimo film Nicole Kidman e Ewan MacGregor erano al centro dell'attenzione; qui si ha un maggiore lavoro di gruppo. Gli interpreti sono tutti eccezionali: a partire dalla bravissima Zellweger, alla bellissima e dotata (chi se lo sarebbe immaginato) Zeta-Jones, al carismatico Richard Gere, qui in una veste insolitamente spiritosa (forse una delle migliori parti che l'attore abbia avuto occasione di interpretare). Per non parlare della imponente Latifah e del diafano (o, come dice lui, "uomo cellophane") John C. Reilly.
Un musical, grande e raffinato spettacolo da non perdere. Per tutti gli amanti del genere, ed anche per tutti gli altri.
Daniele T.
Movie Maniac Parade |
Ciak |
Corriere della Sera |
International Movie Data Base |
INCASSI(USA / Italia) |
| 9,00 /
10
Bellissimo |
**** / 5 Da non perdere |
**** / 5 Molto Bello |
Alti / Medio-Alti |
Uscita del Film |
Visione del Film |
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22 - 02 - 2003 |
22 - 02 - 2003 |
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