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Piergiorgio Ravasio |
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Constantine |
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Scheda |
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Regia |
Francis Lawrence | |
Genere |
Fantastico | |
Anno |
2005 | |
Nazionalità |
USA | |
Interpreti |
Keanu Reeves, Rachel Weisz, Shia LeBeouf | |
Titolo Originale |
Constantine | |
Durata |
2 h, 02 ' | |
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di Piergiorgio Ravasio
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La Storia / L'Opinione
di Piergiorgio Ravasio
"Gli angeli stanno in paradiso e i demoni giù all'inferno: questa è la politica della distensione tra le due superpotenze. L'importante è non violare questo equilibrio". Questo, in due parole, il messaggio di questa ultima impresa cinematografica del divo (o divino) "Eletto Neo" John Constantine.
Ispirato al
fumetto Hellblazer, il nuovo "Matrix" impersona un povero sfortunato suicida,
morto tale in forza di un'esistenza tormentata da incessanti visioni di angeli e
demoni, normalmente confusi tra la gente di tutti i giorni. La sua permanenza
all'inferno dura solo due minuti. Il tempo di rispedirlo sulla terra col gravoso
compito di fermare il potere dilagante del male. Questo il biglietto (ed unica
via d'uscita) per la sua "redenzione" e la possibilità di conquistarsi la gloria
del paradiso. Accanto a lui, decisa più che mai a scoprire le ragioni del
suicidio della sorella, la detective Angela Dodson che cercherà, invano, di
strappare anche un bacio al divo tanto amato. Ma lui non ha tempo per le inutili
sdolcinature. Unica sua ragione di esistere è la propria salvezza, ignorando
completamente l'esistenza della gente intorno a se stesso.
Film dagli imponenti effetti
speciali, da inquadrature degne di uno scatto fotografico, da sequenze ben
girate e montate, da colori molto accesi e calori (quelli del "piano inferiore")
decisamente più che tropicali. Molte citazioni latine, acquasanta, specchi
cattura-spiriti, qualche crocefisso ... e via ai soliti rituali esorcistici di
liberazione dal demonio che la cinematografia horror ci ha insegnato negli
ultimi anni.
In un'epoca di continui dubbi
esistenziali e preoccupanti interrogativi sul futuro dei figli dei nostri figli,
lo sforzo del regista sembra proprio quello di porci sotto gli occhi alcuni dei
timori contemporanei: l'esistenza di un aldilà, l'attendibilità del male che ci
circonda ogni giorno, il suicidio come fuga dalle nostre paure, la condanna a
morte (richiamata da una sedia elettrica rispolverata nei secoli dei secoli).
Si potrebbe chiudere con un bell'Amen.
Ma forse il messaggio più importante del film è: "Il fumo uccide". Anche se
forse, per questo spot, basta pure un semplice pacchetto di sigarette. Così sia.
Piergiorgio R.
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