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| La Trama |
di Daniele Toninelli |
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Un investigatore viene chiamato in servizio per indagare sul ritrovamento di
un ragazzo, appena ucciso ai bordi di una strada. Nel frattempo una coppia di
sposi che sta passeggiando per strada viene derubata dell'automobile. Un uomo di
origini indiane si procura una pistola, con l'aiuto della figlia, per difendere
il proprio negozio dai criminali. Un tecnico ripara la serratura di una donna
che non nasconde i propri atteggiamenti razzisti. Due poliziotti in ronda
fermano un'auto con a bordo una coppietta che sta rientrando da un party.
| Secondo me… (la recensione) |
di Daniele Toninelli |
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Devo ammetterlo, sono partito prevenuto: com’era possibile che “Crash –
Contatto Fisico” avesse potuto soffiare l’Oscar come Migliore Film ad un
capolavoro come “I Segreti di Brokeback Mountain”? Purtroppo il film non
ero mai riuscito, per varie vicissitudini, a vederlo. E, ora che l’ho visto,
posso confermare, dopo il giudizio emesso durante la notte degli Oscar del 5
Marzo 2006, che l’opera di Haggis è un capolavoro al pari della emozionante
pellicola di Ang Lee sull’amore tra i due cow-boy. E in effetti la serata si è
conclusa con un bottino di 3 premi Oscar per ciascuno dei due film. Ne avrebbero
meritati certamente di più, se non si fossero scontrati tra di loro.
“Crash” è un film estremamente asciutto, essenziale. E il sapiente
montaggio (i montatori sono stati premiati con l'Oscar) è certamente di grande
aiuto. La sceneggiatura è eccezionale, curata nei minimi dettagli, piena di
sorprese, mai banale e complessa (eppure comprensibilissima, al contrario di
quella di “Syriana”, complicata ed incomprensibile). Tant’è vero che,
giustamente, il film si è anche guadagnato l’Oscar per la Migliore Sceneggiatura
Originale, pur dovendosi confrontare con un'altra opera di altissimo livello, il
bellissimo “Match Point” di Woody Allen (su cui io inizialmente puntavo).
La vicenda è un cerchio che si chiude là dove era iniziata, un viaggio che
sconvolge, colpisce, fa sussultare, commuove ed emoziona. L’intreccio tra le
storie presentate nel film è magistralmente diretto. Alcuni passaggi sono
sorprendenti e ci sono un gran numero di sequenze magistrali, memorabili.
Ciò grazie anche alla estrema bravura di tutti gli interpreti scelti per i
numerosi personaggi del film. Tra gli altri, va sottolineato l’apporto di Don
Cheadle (sempre più bravo, dopo l’exploit di “Hotel Rwuanda”), Matt
Dillon (perfetto per la parte dell’ambiguo poliziotto dall’esperienza
decennale), Ryan Philippe (in quella che è forse la migliore interpretazione per
il migliore personaggio della sua carriera), … e poi tutte le donne del cast,
eccellenti a partire da Thandie Newton e Karina Arroyave. Un ottimo lavoro di
squadra dove tutti danno il proprio contributo e tutto è tenuto insieme da un
regista che ha un’ottima capacità di “manovrare” i suoi interpreti. Un lavoro
corale con i fiocchi.
“Crash” è un crudo e vero spaccato della società losangelina, quasi un
documentario: ne mette in evidenza in modo magistrale molte contraddizioni ed
ombre, come la necessità di possedere un’arma per difendersi (che però porta al
rischio di arrivare ad abusarne), il razzismo che ancora non si vuole estinguere
(sia da parte dei bianchi, come testimonia il personaggio di Sandra Bullock, che
dei neri), la violenza e la delinquenza che imperversa per le strade (cui fa da
contraltare, spesso, una condotta non certo esemplare delle forze dell’ordine).
A Los Angeles il contatto fisico, quegli scontri che avvengono casualmente per
strada, a volte è l’unico modo per interrelarsi con gli altri. Ma in alcuni casi
può portare a ben altre conseguenze, spesso inaspettate. Un incontro può portare
allo stravolgimento di una vita. Haggis nel suo film è stato anche in grado di
rappresentare, attraverso un intricato e affascinante groviglio di vicende, la
implacabile incondizionabilità del caso e della sorte, che sembrano governare
inevitabilmente le vicende umane.
Ma il regista ha anche saputo perfettamente rappresentare la natura umana. Nessun personaggio è buono o cattivo per tutto il film. Il confine tra le classiche categorie del “bene” e del “male” qui è molto poco ben definito, spesso il buio e la luce sono componenti complementari della stessa persona. Ora prevale l’una, ora l’altra. Come nella vita vera: e “Crash - Contatto Fisico” né è un’ottima rappresentazione.
Daniele Toninelli
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Movie Maniac Parade |
Ciak |
Corriere della Sera |
International Movie Data Base |
INCASSI(USA / Italia) |
| 9,05 /
10
Bellissimo |
8,40 /
10
(15-03-06) |
- / Bassi |
| Le Date |
uscita, visione, pubblicazione scheda, ... |
|
Uscita del Film |
Visione del Film |
Luogo Visione |
Pubblicazione Scheda |
Ultimo Aggiornamento |
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|
14 - 03 - 2006 |
Warner Village (Vimercate) Sala 13 |
15 - 03 - 2006 |
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