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Piergiorgio Ravasio |
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Cuore Sacro |
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Scheda |
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Regia |
Ferzan Ozpetek | |
Genere |
Drammatico | |
Anno |
2005 | |
Nazionalità |
Italia | |
Interpreti |
Barbara Bobulova, Lisa Gastoni, Andrea Di Stefano | |
Titolo Originale |
Cuore Sacro | |
Durata |
1 h, 57 ' | |
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di Piergiorgio Ravasio
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La Storia / L'Opinione
di Piergiorgio Ravasio
"Ognuno di noi ha dentro di sé due
cuori: uno di questi alimenta la vita spirituale che pulsa dentro ognuno di
noi".
Ognuno di noi ha dentro di sè, nel
profondo della propria anima, due cuori. Uno dei quali, spesso magari
sconosciuto e il cui battito non arriva al nostro orecchio, e' il "Cuore
Sacro": quello che non dà linfa e impulso alla nostra esistenza terrena, ma
che alimenta, invece, la vita spirituale che vive, magari assopita, dentro
ognuno di noi. Con questo messaggio, al suo quinto lungometraggio, lo
straordinario regista italo-turco Ferzan Ozpeteck ci invita ad un insolito
viaggio all'interno della nostra anima, della nostra coscienza, della nostra
spiritualità.
Irene e' una
giovane e rampante donna d'affari, in procinto di ricevere il prestigioso premio
come "Migliore imprenditrice dell'anno". Una vita fatta di grandi successi
lavorativi, di un immenso patrimonio ereditato, di continue conquiste
economiche, come il vecchio padre le aveva insegnato e la zia, a suo fianco
negli affari, continua a sostenere. Entrata in possesso dell'antico palazzo di
famiglia, la sua prossima impresa sarà quella di trasformarlo in tanti
miniappartamenti. La visita alla stanza che fu di sua madre, tuttavia,
ingenererà in lei un percorso di riflessione e di ravvedimento che la porterà a
rivedere molte sue convinzioni. Questa stanza, segreta, in cui viveva segregata
la madre, piena di geroglifici indecifrabili sulle colorate pareti, porterà
Irene a voler conoscere meglio la vita di questa donna, morta in giovane età e
sulla quale la figlia non si era mai posta molti dubbi e domande. Appena fuori
dal palazzo Irene conoscerà anche una giovane ragazzina (Benny): un perfetto mix
di santità e di sregolatezza. Una giovane ladruncola, facile ai furti
improvvisati, ma anche impegnata ad aiutare i poveri e gli emarginati del
quartiere, a cui tutte le sere fornisce alimenti per la loro sopravvivenza.
Benny aprirà gli occhi di Irene mostrandole un mondo tanto vicino quanto lontano
dagli apici della sua carriera e dagli abiti firmati indossati quotidianamente.
Gli occhi e il Cuore Sacro di Irene inizieranno così a prendere il sopravvento
su di lei, facendola maturare ad un percorso di passaggio verso una forma di
santità fino ad allora inimmaginata. E questo anche con l'aiuto di Padre Carras
che le darà una mano in questa nuova missione, aiutandola a capire la dura
realtà di tanti poveri disadattati.
La conversione di Irene, anche nella
scena in cui si spoglia di tutto (abiti e gioielli compresi) non può non
ricordarci la spogliazione totale di San Francesco, per una dedizione intima e
profonda verso gli ultimi di questo mondo. Ed il presentarsi non più con il nome
di Irene, ma con una lunga serie di altri nomi femminili, vuole sottolineare
proprio il profondo suo immedesimarsi nella vita di chi non è stato fortunato
come lei e che cerca di sopravvivere ai margini della nostra società.
Un film contro la dilagante mentalità
dell'accumulo di beni materiali e a favore della riscoperta dell'Amore verso il
Prossimo: un amore che e' molto vicino a noi e che solo con gli occhi di un
Cuore Sacro è possibile scorgere in quanto ci circonda.
Splendida l'interpretazione della
Bobulova; molto coinvolgenti le musiche di Andrea Guerra, che fanno da sfondo
alla colonna sonora della conversione di Irene.
Un film estremamente poetico che non
manca di scuotere il profondo dell'animo umano. Un film immensamente religioso
che esalta la punta più alta della religiosità: i geroglifici, nella oscura
stanza segreta, viene detto, sono simboli di tutte le religioni di questo mondo.
Ogni religione è una specie di vascello che, a modo suo, ti riporta verso la
stessa meta comune a tutti. Purtroppo, ogni tanto, ci si dimentica della meta
finale concentrandosi troppo, e solo, sullo strumento veicolare.
Il Cuore Sacro di Irene, ormai, è
riuscito ad andare oltre: ha raggiunto il senso più pieno di una vita di fede,
ha abbattuto le possibili diversità di vedute, si è riempito della più piena
gioia del donarsi gratuitamente agli altri.
Piergiorgio R.
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