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Piergiorgio Ravasio

 

Movie Maniac

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Recensione

 

 

 Scheda tecnica

Eagle Eye

Regia

D.J. Caruso

Genere

Thriller

Anno

2008

Nazionalità

U.S.A.

Interpreti

Shia LaBeouf, Michelle Monaghan, Rosario Dawson, Billy Bob Thornton, Eric Christian Olsen, Ethan Embry, William Sadler, Michael Chiklis, Lynn Cohen

Titolo Originale

Eagle Eye

Durata

- h, -- '

Produzione

DreamWorks SKG

Distribuzione (It)

UIP

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di Piergiorgio Ravasio

 

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La Classifica di Movie Maniac: "MM Parade"

20-02-2009

30-01-2009

Siti ufficiali del film:
www.eagleeyemovie.com

http://www.cinema.universalpictures.it

ATTENZIONE!

Se non vuoi anticipazioni sulla trama NON LEGGERE le parti SCRITTE IN BLU.

 

La Trama / L'Opinione

di Piergiorgio Ravasio

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        Immaginiamo di spegnere il computer al termine di una giornata di lavoro e ipotizziamo che, in automatico, un'email avvisi il nostro capo sullo stato avanzamento del nostro lavoro; torniamo a casa e un sms ci avvisa di cosa manca nel nostro frigo; il sistema GPS che ci informa del posto più vicino per fare rifornimento di carburante. Le nostre giornate sono ormai scandite dall'uso della tecnologia (telefoni cellulari, navigatori satellitari, bancomat, computer, allarmi vari, videocamere, autovelox, carte di credito). Tutte cose create per semplificare la vita. Ogni giorno, virtualmente, senza che ce ne accorgiamo, il nostro mondo viene registrato e archiviato in una banca dati: la nostra immagine, il nome, il numero della previdenza sociale, le preferenze negli acquisti, cosa ci piace e cosa no, i nostri segreti. Tutto entra a far parte del paesaggio digitale. Tutto misurato, digitalizzato, registrato e archiviato per poter essere recuperato in seguito.

        Cosa succederebbe se qualcuno trovasse il modo di accedere e di servirsi di tutta questa informazione e tecnologia, usandole contro di noi? Cosa accadrebbe se la tecnologia che ci circonda (e che noi amiamo tanto e dalla quale dipendiamo) improvvisamente venisse impiegata in maniera negativa e fuori da qualsiasi controllo? Forse tutto ciò non è più fantascienza, ma quotidianità. Questo quanto è balenato nella mente di un grande regista come Steven Spielberg che aveva, almeno nelle intenzioni originali, l'idea di trasformarlo in una storia, poi affidata ad un altro grande cineasta dei nostri tempi: il D.J. Caruso, grande esperto di film d'azione (e non solo) e che recentemente ha firmato altre belle pellicole come il
thriller "Disturbia" e "Rischio a due" con il grande Al Pacino.

        Ad animare un film pieno d'azione, di inseguimenti e di esplosioni troviamo l'astro emergente della cinematografia contemporanea: Shia LaBeouf dell'ultimo episodio di "Indiana Jones", di "Transformers" e adolescente nel thriller "Disturbia" tanto apprezzato dal pubblico internazionale. Un giovanissimo attore in ascesa che incontra tutta la nostra approvazione ed ammirazione, ufficialmente riconosciuta anche dai premi che gli sono stati attribuiti grazie a queste pellicole: migliore performance maschile e attore emergente.

        Oggi lo troviamo nella parte di Jerry: il fratello fallito di un ragazzo dalla brillante carriera; uno che non naviga in buone acque, a differenza del perfetto consanguineo dalla vita brillante e dalla sfavillante carriera lavorativa. Jerry è uno che si gode la libertà; un tipo qualunque che improvvisamente si trova a dover dare prova di grande carattere... e anche velocemente. Accanto a lui c'è Rachel: un'altra perfetta sconosciuta che, come lui, si ritrova incastrata per una serie di crimini che non ha commesso. Assieme i due dovranno lottare per la propria vita, cercando di provare la loro innocenza, diventando pedine di un nemico senza volto, in balia di un avversario che ha il potere di manipolare ogni cosa facciano. Persone normalissime, molto semplici e comuni, che si ritrovano a vivere in circostanze assolutamente straordinarie al di là del loro controllo, Jerry e Rachel sono vittime di un disegno più grande di loro che le porterà a doversi fidare l'uno dell'altra, a compiere azioni per loro incomprensibili, cercando di capire perché questa sorte è toccata proprio a loro.

        Inseguiti da un agente dell'FBI (interpretato da Billy Bob Thornton) coadiuvato da Zoe, l'Agente Speciale del Reparto Investigativo dell'Aeronautica Militare (Rosario Dawson), Jerry e Rachel dovranno scoprire cosa si cela dietro alla morte di Ethan (il fratello di lui). Unico indizio: una voce; un'entità misteriosa che sembra governare il mondo, in grado di controllare qualsiasi dettaglio delle loro esistenze, che si inserisce in qualsiasi oggetto tecnologico, verificando cose che non dovrebbe e che continua ad imporre ai due malcapitati comportamenti incredibili. Non si ha idea da dove venga. Sembra sia presente in ogni cellulare, telefono, automobile, schermo dell'aeroporto. Ovunque si guarda, lei c'è. Controlla qualsiasi cosa li circonda: dai semafori che vengono manipolati per far scontrare le auto della polizia che li inseguono, alle gru dei cantieri, navi, carrozze della metropolitana.

        Film d'azione con i classici inseguimenti ed esplosioni (ma con l'aggiunta di una prospettiva un po' più "umana"), "Eagle eye" si rivela come il tipico action movie e thriller dal ritmo decisamente veloce e che intrattiene piacevolmente il pubblico, pur non riuscendo però a coinvolgerlo oltre quanto desiderato. L'apprezzabile intento viene forse indebolito da una sceneggiatura che non spicca per originalità narrativa (il tema, infatti, è già stato ampiamente e meglio affrontato in altre analoghe pellicole di genere fantascientifico) e non immedesima appieno lo spettatore nella vita e nelle sorti dei due protagonisti.

        Forse per colpa della diffusa familiarità con le investigazioni militari e criminali (tanto presenti nei telegiornali e programmi televisivi) a cui il pubblico si è ormai assuefatto. Nonostante tutto ciò la pellicola rimane, comunque, un buon prodotto di svago con un discreto livello di realismo e veridicità, ma soprattutto con quella terrificante prospettiva della tecnologia a nostra disposizione usata come un'arma. Auguriamoci solo che questo triste futuro possa rimanere unicamente ipotesi impressa su celluloide.

Piergiorgio Ravasio

 

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