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Settembre 2004

 

 

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 Scheda tecnica

Elizabethtown

Regia

Cameron Crowe

Genere

Commedia

Anno

2005

Nazionalità

USA

Personaggi

Orlando Bloom, Kirsten Dunst, Susan Sarandon, Alec Baldwin

Titolo Originale

Elizabethtown

Durata

2 h, 03 '

 

Link Il sito ufficiale

www.elizabethtown.com

Il Forum

MM Forum

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di Daniele Toninelli

 

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La Classifica di Movie Maniac: "MM Parade"

La passione per la buona musica unisce i film di Cameron Crowe, e, in "Elizabethtown", i momenti più emozionanti sono quelli accompagnati dalla voce di Elton John in "My Father's Gun". Purtroppo, però, questo non basta: la storia è originale, ma si sfilaccia troppo facilmente e, in qualche passaggio, è noiosa o indecisa sulla strada da prendere (dramma o grottesco?). Ci sono trovate spiritose, che però non sempre funzionano a dovere. I giovani Bloom e Dunst non sembrano perfettamente a proprio agio. E l'operazione è riuscita solo a metà.  DT

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La Trama

di Daniele Toninelli

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        Drew Baylor (Orlando Bloom) ha appena provocato un disastro colossale alla azienda presso cui lavora: ha ideato (con costi di promozione altissimi, destinati al lancio mondiale) una innovativa quanto orrenda nuova scarpa da ginnastica: viste le critiche pessime e le vendite quasi nulle, il prodotto verrà ritirato immediatamente dal mercato. Preso dallo sconforto, Drew cerca di uccidersi quando viene raggiunto da una telefonata della sorella che annuncia la scomparsa del padre ad Elizabethtown, nel Kentucky. Drew rinuncia a suicidarsi e, in rappresentanza della famiglia, parte per partecipare alle esequie del padre. Sul volo (deserto)  che lo conduce ad Elizabethtown incontra Claire Colburn (Kirsten Dunst), hostess alquanto particolare, che gli spiega come raggiungere la cittadina e lo tormenta per tutto il volo. Arrivato sul luogo, Drew comprende quanto il padre fosse amato: i cittadini di Elizabethtown vorrebbero che la sepoltura avvenisse nel loro paese; ma, nonostante questo, resta inamovibile la volontà della famiglia di fare cremare il cadavere. Drew nel frattempo decide di chiamare Claire, che alloggia in un albergo poco lontano. I due cominciano a frequentarsi assiduamente...

 

Secondo me…    (la recensione)

di Daniele Toninelli

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        Se avete presente "Almost Famous - Quasi famosi" e avete apprezzato l'ottimo film di Cameron Crowe, non dovete aspettarvi qualcosa che arrivi allo stesso livello. Se avete invece ancora vivo il ricordo del delirante, insulso "Vanilla Sky", beh, qui le cose vanno decisamente meglio.

        C'è un filo che unisce questi due film precedenti di Crowe con il nuovo "Elizabethtown": la musica. Eccellente la colonna sonora di "Almost Famous", meravigliosa la "Vanilla Sky" di Paul MacCartney, tema dell'omonimo film ed unica cosa che avrei salvato (non a caso è valsa una candidatura al film per la miglior canzone originale). Anche in "Elizabethtown" si nota la passione di Crowe per la musica, il suo passato di critico musicale (per "Rolling Stones"), il suo buon gusto e la sua capacità di scegliere i brani migliori per sottolineare le atmosfere della pellicola. Tra tutte le scene e tra tutti i brani proposti, i momenti migliori e più emozionanti (l'"incontro" col padre morto, il viaggio di Drew lungo l'itinerario tracciato da Claire) sono quelli in cui si gusta la voce di Elton John in una splendida canzone del 1971, ovvero "My Father's Gun", tratta da uno dei primi album della popstar, "Tumbleweed Connection". Il brano si adatta perfettamente alle immagini, vive in perfetta simbiosi con esse e le valorizza in modo eccezionale.

        Purtroppo, però, non si può fare un film basandosi solo sui brani musicali, pur eccezionalmente scelti. Ed è qui che si notano di più i problemi. E' vero che la storia è particolarmente originale, ma la sceneggiatura qua e là si sfilaccia troppo facilmente e, in qualche passaggio, è anche piuttosto noiosa. A volte sembra indecisa sulla strada da prendere, sempre in bilico tra il dramma e la sottolineatura grottesca che il regista vuole farne: basta ricordare le scene del tentato suicidio di Drew o della lunga telefonato notturna con Claire. Idee simpatiche, trovate spiritose, eppure nell'insieme non sembrano funzionare perfettamente.

        Anche i giovani protagonisti, pur molto adatti alla vicenda e pur impegnandosi a dovere, non sembrano funzionare a meraviglia: Bloom e il suo Drew, sull'orlo del fallimento e dello sconforto, funzionano a dovere nelle parentesi ironiche, ma non altrettanto quando si tratta di affrontare atmosfere più serie; l'attore, per ora perfetto nei blockbuster (molto bravo in "Le Crociate" e ne "Il Signore degli Anelli") può e deve ancora migliorare. La Dunst (reduce dalle glorie di "Spider-Man 2" e la sua nevrotica hostess sono esuberanti e vivaci, ma a volte tendono a strafare e, in definitiva, non risultano così simpatiche come la sceneggiatura vorrebbe. Tra l'altro, come ha fatto Claire a preparare in così poco tempo un itinerario tanto complesso e ben studiato? Susan Sarandon (la madre di Drew), pur molto brava soprattutto nella prima parte del film, pare un po' eccessiva: il siparietto sul palco in occasione della commemorazione del marito rischia di farla cadere nel ridicolo. Alec Baldwin, invece, si ritaglia un ruolo azzeccato e ironico.

        Che l'operazione sia anticonvenzionale e particolare non si può negare; ma è anche evidente che, nonostante i buoni intenti e l'impegno, è riuscita solo a metà. 

Daniele Toninelli

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  *** / 5

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6,40 / 10

(04-11-05)

Medi /

 

 

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uscita, visione, pubblicazione scheda, ...

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Ultimo Aggiornamento

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05 - 11 - 2005

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Nickname Elena Data 03-08-2006
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Mi aspettavo un film da ridere, che scherzasse sulla morte, ma.....ho trovato altro. Ho trovato un film che anziché "sbeffeggiare" la morte ne fa oggetto di dolore più di quanto abbia mai visto in altri film. Ti lascia con un sorriso malinconico eppure profondo, pieno di riflessione, di tristezza. Bellissimo inno alla vita che ci porta a farci delle domande particolare e ad analizzare concetti di cui non riusciamo a definire neanche i contorni. A riflettere su come spesso metà della vita può essere solo una sorta di "preparazione" per il vero inizio. Mi ha fatto uno strano effetto vedere questo film. Forse perchè un pò ho vissuto di quei momenti, forse perchè queste domande me le sono sempre poste. In fondo non tutti i mali vengono per nuocere...
Bellissimo

 

 

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