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| data pubblicazione |
23-12-2006 |
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Eragon |
Recensione di Daniele Toninelli |
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| Voto | 5,60 | |
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la locandina
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Genere |
Fantastico | |
Titolo Originale |
Eragon | ||
Nazionalità |
USA | ||
Anno |
2006 | ||
Durata |
1 h, 44' |
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Regia |
Stefen Fangmeier | ||
Interpreti |
Edward Speleers, Jeremy Irons, John Malkovich, Robert Carlyle | ||
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Eragon vive con lo zio ed il fratello in una fattoria in mezzo ai boschi. Un giorno, mentre è a caccia, trova uno strano oggetto dal suono metallico che cerca di barattare per un pezzo di carne. Gli viene spiegato che l'oggetto potrebbe esporlo a pericoli mortali, e Eragon decide di custodirlo, in segreto, nella stalla della fattoria. L'oggetto si rivelerà essere un uovo da cui nascerà Saphira, una draghessa che diverrà compagna inseparabile di Eragon nella lotta conto le forze malvagie scatenate da Durza, uno stregone al servizio di Galbatorix. Il pensiero corre immediatamente alla trilogia de "Il Signore degli Anelli", cui "Eragon" è ispirato (nonostante le dichiarazioni del regista) e di cui vorrebbe cercare di emulare le imprese. Il volume da cui il film è stato tratto è un successo planetario di Christopher Paolini, un ragazzino del Montana che al momento della pubblicazione non era ancora sedicenne. Se gli incassi andranno bene, è già pronto il secondo volume della trilogia, "Eldest", già nelle librerie; il terzo volume uscirà tra breve. Purtroppo subito dopo i primi venti minuti del film si comprende l'inadeguatezza del paragone con la trilogia diretta da Peter Jackson, che risulta alquanto improbabile. Gli attori (i giovani protagonisti) sembrano dei fotomodelli: molto meglio i ruspanti e genuini Frodo e Sam. I grandi attori (Malkovich, Irons, Carlyle, Hounsou) sono piuttosto appannati, per nulla convinti dell'operazione (come traspare da alcune interviste ad Irons) e devono vedersela con il poco spazio lasciato dalla sceneggiatura. Complessivamente la squadra non pare molto affiatata. Per di più i dialoghi risultano spesso ridicoli ed inadeguati (altro che il pathos della sceneggiatura di Peter Jackson e soci) e il drago è doppiato in modo indecente; e poi, va bene usare l'effetto eco per mostrare che Eragon e Arya comunicano telepaticamente, ma quel rumore di fondo che si sente ogni volte che il drago comunica qualcosa? Fastidioso e basta. Le inquadrature "di massa" sono spesso asfittiche, limitate (e forse lasciano trasparire l'inadeguatezza del budget), attente a non mostrare più di tanto (anche perchè probabilmente più del poco che si vede altro non c'è). Quando si cerca di fare qualcosa in grande (le poche scene di massa, le altissime cascate, ...) si nota tutta l'inadeguatezza degli effetti speciali, nonostante siano stati realizzati dalla Industrial Light and Magic, la factory di George Lucas. Spesso le immagini digitali sembrano incollate innaturalmente sullo schermo. Le corse a cavallo in costa, su per i monti, o attraverso i prati verdeggianti e le foreste vorrebbero emulare gli scenari spettacolari de "Il Signore degli Anelli", ma l'Ungheria (dove il film è stato girato) resta l'Ungheria... e la Nuova Zelanda dei film di Jackson è tutta un'altra cosa. Si potrebbe proseguire molto a lungo... Allora ci si sforza di vedere il film come se "Il Signore degli Anelli" non fosse mai uscito. Tuttavia i problemi, grossi, restano. Peccato questa falsa partenza. La storia, così com'è, la ritengo buona per adolescenti non troppo cresciuti, eccessivamente ingenua, per nulla affascinante. Il film è corto e poco impegnativo ma, nonostante ciò, risulta essere piuttosto pesante e noioso. | |||
| Ideale per... |
Il pomeriggio che segue il pranzo di Natale. Ci si può addormentare (e la cosa risulterà parecchio facile) con la consapevolezza di non perdersi nulla di speciale. | ||
| La scena topica |
La classica battaglia (per nulla epica) in cui il drago ed il suo cavaliere rischiano la vita contro le forze del male e il cattivone di turno. | ||