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| La Trama / L'Opinione |
di Piergiorgio Ravasio |
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Il Mercy Falls e' un ospedale pediatrico per bambini. Dopo parecchi anni di onorato servizio, sta per chiudere i battenti. L'infermiera Amy (la nota Calista Flockhart del televisivo Ally McBeal) viene inviata da Londra sul posto per dare una mano negli ultimi adempimenti connessi alla dismissione della struttura. Il suo compito è l'assistenza, durante la notte, ai pochi bambini rimasti. Tuttavia strani fenomeni si interporranno nelle svolgimento delle operazioni di trasferimento (ascensori impazziti, sinistri rumori notturni nelle corsie di ospedale, misteriose fratture ossee ai bambini degenti). Amy non impiegherà molto a rendersi conto che in quell'ospedale si cela qualcosa di strano e di inquietante. Saranno anche i bambini (e soprattutto la piccola Maggie che diventa presto sua amica) a metterla in guardia dalla presenza di quella che loro chiamano la "bambina meccanica" che vive da più di 40 anni nell'abbandonato secondo piano dell'ospedale. I dubbi della nuova infermiera cedono presto il passo ad una sconcertante realtà: la presenza che terrorizza i bambini è più che pura fantasia e non tarderà a manifestarsi con tutta la sua violenza, seminando il panico ed anche qualche vittima. Indagando, Amy si convincerà ancora di più della propria teoria: pure Carol, la precedente infermiera, della quale lei ha preso il posto, si era trovata nella medesima situazione. Inoltre, tutti i ragazzini entrati in contatto con la bambina meccanica sono morti in circostanze abbastanza misteriose e improvvise.
Il regista spagnolo Jaume Balaguerò (dopo Nameless e Darkness) torna a proporre una nuova inquietante avventura degna di buona nota. Ambientazioni molto dark, scene da ansia di pura claustrofobia (l'ascensore che si blocca), qualche riferimento al sottile confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti, un inquietante paesaggio buio che fa da sfondo alla vicenda, gli immancabili temporali e la pioggia incessante, l'isolamento a cui i nostri protagonisti sono vincolati.
L'originalità dell'idea del regista sta nell'ambientazione del film. Proseguendo nella strada di riuscire ad inquietare l'animo umano, Balaguerò colloca i fatti all'interno di un ospedale: una struttura che, per sua natura, ospita chi già si trova in situazioni precarie ed è assolutamente dipendente dagli altri.
Per il resto la trama non evidenzia nulla di particolarmente innovativo. La buona interpretazione degli attori (Maggie, Amy e il dottore che l'aiuterà nell'ardua impresa) rende comunque il tutto un piacevole film horror di cui pochi se ne vedono negli ultimi tempi.
Piergiorgio Ravasio
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