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uscita film:

09-02-2007

visione:

10-02-2007

scheda:

11-02-2007

 

Hannibal Lecter - Le origini del male

 Recensione di

Daniele Toninelli

Voto 7,70

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la locandina

Genere

Thriller

Titolo Originale

Hannibal Rising

Nazionalità

USA

Anno

2007

Durata

2 h, 02'
 

Regia

Peter Webber

Interpreti

Gaspard Ulliel, Gong Li, Rhys Ifans, Toby Alexander, Veronika Bellovà

In molti hanno chiesto al produttore De Laurentiis come fosse nata la figura di Hannibal Lecter, come fosse stata la gioventù di quello che probabilmente è il "cattivo" più spietato, acculturato e affascinante della storia del cinema. E così il produttore ha deciso di raccontare, tratte da un nuovo romanzo di Thomas Harris ("Hannibal Rising"), le vicende che hanno caratterizzato la gioventù di Lecter, sostenuto dall'ottimo successo dei film precedenti, nell'ordine: "Il Silenzio degli Innocenti" (1991), "Hannibal" (2001) e "Red Dragon" (2002). E del predecessore "Manhunter - Frammenti di un omicidio" (1986).

Verso la fine della Seconda Guerra Mondiale, in Lituania, il piccolo Hannibal vive con la sorellina e i genitori. Durante un bombardamento, però, mentre la famiglia era nascosta in un cottage di campagna, papà e mamma rimangono uccisi e il bambino si trova a dover accudire la sorella. Da lì a poco i due bambini verranno presi come prigionieri da un gruppo di soldati nazisti che hanno un grosso problema: sono molti giorni che non hanno nulla di cui cibarsi; e la sorellina di Hannibal con la bronchite sembra essere la soluzione... Otto anni dopo Hannibal (Gaspard Ulliel) è in un campo di addestramento allestito nella sua vecchia residenza, ma continua ad essere tormentato dagli incubi per la scomparsa della sorella. Riesce a fuggire in Europa, a Parigi, e comincia ad ordire la vendetta contro gli aguzzini della sorella.

"Hannibal Lecter - Le origini del male" è un film molto più vicino ad "Hannibal" che agli altri due film della saga, il magnifico "Il Silenzio degli Innocenti" (5 Oscar) e "Red Dragon". Molto violento (probabilmente anche più del tanto attaccato "Apocalypto" di Gibson), choccante, con il gusto per le scene macabre (mozzamenti di testa, una forchetta infilata in un palmo, un coltello che trapassa un cranio, ...). Insomma, dopo "La Ragazza con l'Orecchino di Perla" il regista Webber ha voluto cimentarsi con qualcosa di completamente differente. E così, dopo Demme, Ridley Scott e Brett Ratner, abbiamo una nuova chiave di lettura del protagonista, questa volta focalizzata su come il gene del male è penetrato nella mente di Lecter. Nulla di entusiasmante o particolarmente innovativo ed originale, tuttavia.

Ciò che manca, soprattutto rispetto a "Il Silenzio degli Innocenti" è la tensione. Gaspard Ulliel è molto bravo, ha la faccia giusta (un misto di lineamenti aggraziati, inquietudine latente e un lato oscuro, molto oscuro, che ogni tanto traspare attraverso ghigni satanici), ed è perfettamente appropriato alla parte (anche se Anthony Hopkins era su ben altri livelli). Ma il regista non riesce a servirsi del volto del protagonista per creare il clima inquietante dei film precedenti e punta tutto sulla violenza sanguinaria che Hannubal prima subisce e poi riversa sul mondo, senza però riuscire a colpire in profondità lo spettatore. E poi l'educazione orientaleggiante (ottima anche Gong Li) non la vedo molto appropriata al personaggio: forse sarebbe stato meglio vedere Hannibal formarsi in altri luoghi: all'università, in una biblioteca, non in un ambiente quasi monastico, con discipline zen (come Batman in "Batman Returns").

Il film mi è comunque piaciuto, ma forse per l'infanzia di Hannibal si sarebbe potuto fare di meglio.

Ideale per...

Chi non conosce ancora Hannibal: questo è, cronologicamente, il primo passo per avvicinarsi al personaggio. Anche se forse il meno affascinante.

La scena topica

Mentre i giovani soldati, allineati nel centro di addestramento, cantano un inno, un superiore se la prende con Hannibal, che non sta partecipando. Per risposta si ritrova con un forchetta nel palmo.

 

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