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Piergiorgio Ravasio

 

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Happy Feet

Regia

George Miller

Genere

Animazione

Anno

2006

Nazionalità

Australia

Interpreti

(voci vers. inglese)

Nicole Kidman, Hugh Jackman, Brittany Murphy, Robin Williams, Elijah Wood

Titolo Originale

Happy feet

Durata

1 h, 48 '

Produzione

Kingdom Feature Productions, Kennedy Miller Productions, Village Roadshow Pictures

Distribuzione

Warner Bros.

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La Classifica di Movie Maniac: "MM Parade"

01-12-2006

23-11-2006

 

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La Trama / L'Opinione

di Piergiorgio Ravasio

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        Se "Babe" è stato per George Miller il film del maialino parlante, questa nuova storia farà ricordare lo stesso regista come il creatore del pinguino ballerino.

        Nel lontano Antartide i "pinguini imperatori" si distinguono per una grande peculiarità: quella del canto. Dote, questa, che malauguratamente non è stata donata al nostro piccolo protagonista. Mambo, infatti, è un pessimo cantante. In compenso, però, è nato con il ritmo del tip tap nel sangue. E questo lo rende l'eccezione unica nel mondo in cui si trova. La madre considera questo talento come un dono diverso; il padre lo ritiene una prerogativa non da pinguini. Entrambi convengono sul fatto che, in questo modo, l'amato figliolo, senza il suo "canto d'amore", non troverà mai la compagna della sua vita.

        I pinguini vivono vite talmente straordinarie, fortemente allegoriche rispetto a come ci comportiamo noi in quanto esseri umani. Il modo in cui sopravvivono all'altro capo del pianeta, stringendosi uno accanto all'altro per difendersi dal freddo, dividendosi il calore, cantando per trovare un compagno. E Miller prende alla base del suo film proprio questo "canto d'amore" del pinguino: quel canto sommesso che stabilisce l'identità di ciascun pinguino imperatore, e che è il mezzo con il quale si riconoscono l'un l'altro all'interno del gruppo.

        La storia segue il nostro personaggio principale dal momento in cui i suoi genitori si mettono insieme, poi lo schiudersi del suo uovo e la sua infanzia, attraverso la sua adolescenza e le esperienze che fa per trovare la sua strada nel mondo. I genitori le tentano tutte. Anche l'insegnante di sostegno, che lo incoraggia ad esprimere i suoi sentimenti più profondi, dovrà arrendersi all'evidenza di una negazione totale che lascia spazio solamente a ritmate esibizioni di tip tap. Pure la comunità in cui Mambo vive non è molto incline ad accettare la sua diversità; e per questa ragione l'Anziano saggio Noah ne decreta l'allontanamento. Vagando nei deserti dell'Antartide, il nostro giovane protagonista trova alla fine la vera amicizia in un gruppo di cinque spiritosi pinguini latini, più piccoli di lui, ma dalla personalità decisamente prorompente. Capeggiati da Ramon i cinque si affezionano presto al nostro eroe e, per la prima volta nella sua vita, Mambo sente di appartenere davvero a qualcosa.

        Il messaggio di autoaccettazione appare evidente sia ai bambini che agli adulti. Mambo, rifiutando di vedere la sua danza come un problema, non vuole rinunciare alla parte di sè che lo rende unico. Comprende che non bisogna scendere a compromessi su quelle cose che ci rendono unici, e soprattutto che non bisogna farlo per far piacere agli altri.

        Il peregrinare del nostro eroe in un mondo straordinariamente bello, pieno di colori incredibili e fantastiche formazioni di ghiaccio, offre al regista anche un altro spunto non indifferente: la salvaguardia delle bellezze naturali. Happy Feet ha in sé un messaggio ambientalista molto importante: il modo in cui trattiamo l'ambiente, gli effetti sugli animali, l'armonia con il creato e la natura, la cura di qualsiasi forma di vita con cui condividiamo questo pianeta. Provocazioni non indifferenti che, nel film, vengono accompagnate (non poteva mancare) da una moderna e costante colonna sonora. Il Canto d'amore dei pinguini qui prende le forme di vari generi musicali, compresi il rock, il funk, l'opera lirica, il rap, i canti liturgici, il pop, i gospel e la musica latino americana (Freddie Mercury, The Beach Boys, Frank Sinatra, Prince, tanto per citarne alcuni).

        Non importa che tipo di persona sei. Ognuno di noi ha una canzone che gli fa dire "Questo sono io. Così è come mi sento". Che uno sia cantante, ballerino o altro, la musica è ritmo, è il battito del nostro cuore. La musica è vita.

Piergiorgio Ravasio

Vedi anche la pillola di Daniele T.

 

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