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Settembre 2004

 

 

 

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Hero

Scheda               

Regia

Zhang Yimou

Genere

Azione

Anno

2002

Nazionalità

Cina / Hong Kong

Interpreti

Jet Li, Maggie Cheung, Tony Leung Chiu Wai, Donnie Yen

Titolo Originale

Xing Xiong

Durata

1 h, 36 '

 

Il Voto            

6,45 /  10

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In breve...

Tarantino non centra nulla, ma l’esito del kolossal coprodotto da Cina e Hong Kong (con oltre 100 milioni di dollari) è stato trionfale anche grazie al suo aiuto. Simile a “La Tigre e il Dragone”, Hero è più ambizioso ma meno poetico, profondo e favolistico. I combattimenti sono l’attrattiva più succulenta. I personaggi combattono danzando, puntano più sull'eleganza che sulla forza. Ogni battaglia è un affresco di diverso colore, visivamente affascinante. Peccato rischi di cadere nel ridicolo e di annoiare.

 

ATTENZIONE! Se non vuoi anticipazioni sulla trama NON LEGGERE le parti SCRITTE IN BLU.

 

Il Plot

     

        Più di 2000 anni fa in Cina un valoroso guerriero senza nome, abile spadaccino e esperto combattente, (Jet Li) viene invitato al cospetto del sovrano (Daoming Chen). Questo onore l’eroe se l’è meritato per aver ucciso tutti i terribili nemici del re. Durante il colloquio si ricostruiscono i duelli e i combattimenti che hanno visto la sconfitta e l’uccisione di tutti i nemici del Sovrano che tramavano per la sua uccisione: Spada Spezzata (Tony Leung Chiu Wai), Neve che vola (Maggie Cheung), Cielo (Donnie Yen). Al re, però, viene il sospetto che anche il valoroso eroe possa essere parte di un complotto che lo vorrebbe morto: avrebbe sterminato i suoi nemici proprio per arrivargli vicino, ad una distanza tale da consentirgli di ucciderlo. Ma oramai è troppo tardi e le guardie sono ad oltre 100 passi di distanza...

 

 

Secondo me…

     

        Cominciamo a mettere in chiaro che Quentin Tarantino con “Hero” non c'entra nulla, a parte la campagna promozionale italiana studiata ad arte per attirare il pubblico giovane che di solito di Tarantino apprezza ogni film. Il ruolo del regista di “Pulp Fiction” e “Kill Bill” Vol. 1 e 2 è stato solo quello di “promuovere” e spingere l’opera di Zhang Yimou negli USA, altrimenti, senza la sua sponsorizzazione, il film non avrebbe trovato nemmeno un distributore.

        L’esito del film (“Xing Xiong” in originale) negli Stati Uniti è stato trionfale: durante la prima settimana di programmazione è subito balzato in vetta alla classifica del box-office e tuttora l’incasso molto elevato si va a sommare agli incassi record registrati in patria che hanno permesso a questo vero e proprio kolossal coprodotto da Cina e Hong Kong di recuperare in fretta la cifra record (per il cinema cinese) degli oltre 100 milioni di dollari spesi per la sua realizzazione.

        Il film in molte sequenze sembra riprendere un altro fortunato (in termini di incassi, ma anche in termini di premi) predecessore , cioè “La Tigre e il Dragone”, ma vuole anche essere più ambizioso (come dimostrano le scene di massa con protagonista l’esercito Qin). Anche qui la cosa che colpisce di più è lo stile dei combattimenti, che rimangono la componente principale (e l’attrattiva più succulenta) della pellicola. I nostri eroi, in testa il sempre stupefacente Jet Li (già mirabile in “Arma Letale 4” e in “Romeo deve Morire”), combattono, ma sembra che danzino, si trafiggono, ma il sangue che scorre è pochissimo (al contrario di quanto in genere succede con i veri film di Tarantino), si sfidano e si battono con la forza della mente, di più, in una dimensione che esiste solo nella mente, si sacrificano senza battere ciglio in nome dei propri ideali, puntano più sulla tecnica e sull’arte, sull'eleganza e sulla raffinatezza che sulla forza bruta (Stallone, Shwarzeneggere & co. appartengono ad un altro mondo).

        Formalmente ogni battaglia è un quadro diverso dall’altro, ogni lotta è caratterizzata da una scelta cromatica ben definita e diversa dalle precedenti e dalle seguenti, ogni parte della storia, ripercorsa quasi tutta in flashback, si incastra con le altre andando a comporre un affresco variopinto in cui è evidente l’abilità e l’arte di regista, scenografi (bellissimi alcuni scorci sui paesaggi naturali della Cina, ma anche gli ambienti interni), costumisti, sceneggiatori (ogni combattimento ha un proprio stile che rispecchia la scelta cromatica), coreografi (i combattimenti, come in “La Tigre e il Dragone”, sembrano essere numeri di danza e acrobazie), attori (dell’abilità di Jet Li si è già detto, ma anche i suoi colleghi sono perfettamente in linea con il protagonista).

        I problemi, però, ci sono. In definitiva il film risulta esser meno poetico e favolistico di “La Tigre e il Dragone” (i produttori sono gli stessi), meno profondo e filosofeggiante (spesso non si capisce cosa spinga i protagonisti ad agire), tende a ripetere sempre la stessa situazione, pur variegato dalle differenti scelte stilistiche (questo sì è un punto in comune con il Tarantino di "Kill Bill"), a volte rischia di cadere nel ridicolo (alcune acrobazie ed evoluzioni ma anche alcuni passaggi della trama suscitano ilarità) e, cosa ancora più pericolosa, in alcuni punti la storia risulta essere eccessivamente pesante e rischia di annoiare (tanto che viene da chiedersi: “ma quanto dura sto film?” e poi si scopre con gran meraviglia che la reale durata è di 96 miseri minuti). Inoltre la storia si potrebbe riassumere in 4 righe e non di più; il problema, semmai, è che non si riuscirebbe ad arrivare a 5.

        In conclusione: niente male, ma per entusiasmarmi non bastano combattimenti ben coreografati, peripezie strabilianti, e uno stile elegante e raffinato. Comunque, magra consolazione per i “tarantinati” che settimanalmente criticano le mie classifiche, sempre meglio di tutti i film di Tarantino che ho visto fin’ora.

           

            Daniele Toninelli

 

 

Il sito ufficiale del film

www.herothemovie.com

 

 

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Corriere della Sera

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INCASSI

(USA / Italia)

6,45 / 10

Così Così

  *** / 5

Interessante

8,20 / 10

(14-10-04)

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Nickname Batinauta Data 17-10-2004
Commento Mio figlio, sette anni, si è divertito quasi quanto me.

 

Nickname Tit. Data 25-01-2005
Commento Diamine, l'italiano!
"Centra" è voce del verbo "centrare", fare centro; "c'entra" è voce del verbo "entrarci"; "ci entra" è inteso anche nel senso di "essere in relazione con", "essere inerente a".
Due verbi che hanno significati diversi e perciò trasmettono concetti differenti.
Quando si dice "Quentin Tarantino non centra nulla" si può intendere che "Quentin Tarantino non ha raggiunto nessun obiettivo prefissato", "fa un buco nell'acqua".
Se l'italiano ha delle regole, non è per vessare i propri "utenti", ma per cercare di facilitare una corretta comunicazione. Se nessuno le applicasse, non ci si capirebbe più.

R: GRAZIE DELLA SEGNALAZIONE, HO PROVVEDUTO A CORREGGERE. D.T.

 

 

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