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di Piergiorgio Ravasio
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| La Trama / L'Opinione |
di Piergiorgio Ravasio |
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Un regista di film horror come Eli Roth ("Cabin fever") seduto al tavolino con un esperto di siti internet "estremi", cosa può arrivare a produrre? Una pellicola truculenta, agghiacciante e, in certe scene, splatter al limite dell'eccesso e del disgusto. Se poi ci affianchiamo l'imprimatur del famoso produttore esecutivo Quentin Tarantino, il gioco è fatto.
Due ragazzi americani e un terzo islandese decidono di passare una vacanza da sballo (in tutti i sensi) in Europa, confortati dalle dicerie che le ragazze dell'est sono particolarmente attraenti nonchè disponibili e dalla diffusa tolleranza in materia di sesso e droga. Il trio ben presto viene a sapere di un ostello, nei pressi di Bratislava, dove pare che le proprie fantasie e i desideri più reconditi possano trovare l'agognato sfogo. Ma la situazione è destinata a mutarsi in maniera terribilmente drammatica con pochissime vie di fuga. Ecco così che dalle allegre seratine in discoteca e dalle brande già disfatte e pronte all'uso, si viene catapultati in una dismessa fabbrica che diverrà il loro mattatoio. L'ostello, infatti, non è altro che lo specchio per allodole dove attirare gli ignari giovani che poi verranno ceduti a un'organizzazione internazionale i cui facoltosi clienti pagheranno qualche migliaio di dollari per torturare e uccidere esseri umani, soddisfacendo il loro bisogno di sangue con le modalità che più aggradano.
Il sadismo del regista precipita vertiginosamente in una forma di truculenza veramente eccessiva e disgustosa: gambe amputate da motoseghe, piedi tranciati da forbici chirurgiche, occhi cavati da trapani, crani sfracellati, dita recise, urla di disperazione delle malcapitate cavie.
Pellicola dalla trama completamente assente, il cui pretesto è puramente quello della violenza gratuita, ingiustificata e fine a se stessa. Un'esibizione inutile e pericolosa di una violenza al limite dell'osceno. Qui siamo ben lontani dal genere serial killer: non c'è la tensione prodotta da una mente diabolica, seppur malata, che sferra efferati omicidi. Qui assistiamo ad una inutile e pericolosa esaltazione degli "snuff movies". Il brutale commercio di un essere umano per la sadica perversione di un proprio simile non è materia degna di analisi, di approfondimento e di essere esaltata a livello cinematografico.
Confido nella totale assenza di seguaci per questo film (che non mancherà di suscitare più che giustificate polemiche) perché, sinceramente, il cinema non ha bisogno di inutili oscenità che non dovrebbero neanche trovare un distributore che li metta in commercio.
Piergiorgio Ravasio
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i commenti dei visitatori di Movie Maniac |
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| Nickname | gore king | Data | 14-03-2006 |
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secondo me il tizio che ha scritto la recensione di hostel è uno spocchioso moralista senza coglioni ne tantomeno cervello...se la violenza t disgusta questo film nn fa per te povero pirla di un critico...nn vedo perchè io nn possa vedere sangue e budella al cinema o dvd....scommetto che il mio caro Piergiorgio Ravasio si guarda in privato porno a volontà...ma quello è diverso vero? |
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