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Marzo 2004 |
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Se non vuoi anticipazioni sulla trama NON LEGGERE le parti SCRITTE IN BLU.
In un monastero francese arrivano dei nuovi monaci. Uno di essi, contrariamente
alle direttive dei superiori, decide di insediarsi in una cella considerata
maledetta. Appende un crocefisso nel muro e da questo sgorga subito sangue a
fiotti. Nièmans (Jean Reno), un commissario della polizia francese, viene
chiamato per far luce sullo strano evento e scopre che, all'interno del muro del
monastero, era stata murata viva una persona. Nel frattempo Kerkerian (Benoit
Magimel), detective allievo di Nièmans, sta seguendo una pista che sembra legare
strani delitti di ispirazione apparentemente religiosa. Il detective cerca di
far luce sul mistero e guarda caso le sue indagini sono
destinate ad intrecciarsi con quelle del collega. Scoprirà che gli efferati
omicidi sono legati al ritrovamento dei sette sigilli che porteranno alla
liberazione degli angeli dell'apocalisse. E si metterà così sulle tracce di
quella che sembra una setta di invincibili monaci.
"I Fiumi di Porpora" è stato uno dei film francesi che più ho apprezzato. E l'ho
apprezzato, soprattutto, per il fatto che sembrava così poco francese. Infatti
il film riusciva a creare suspence, atmosfere tese e cariche di elettricità e
dubbi su come le indagini dei due detective protagonisti si stavano evolvendo;
un'aria densa di mistero.
In più la ambientazione tra le montagne del centro Europa era azzeccatissima e
aggiungeva quel tocco in più che differenziava il film da quelli analoghi che ci
arrivano in abbondanza dalla cinematografia e dalla produzione televisiva
d'oltre oceano.
Questo sequel (il protagonsta è sempre il commissario Pierre Nièmans,
interpretato da Jean Reno) purtroppo, pur confermandosi
come un prodotto atipico (anche per quel che riguarda gli esiti) rispetto alle
solite produzioni francesi ed europee in generale, non si rivela essere
all'altezza dell'originale. E' meno cupo, meno misterioso e coinvolgente e la
coppia di detective protagonisti (Nièmans e la new entry Kerkèrian, suo allievo)
non fa le scintille come quella dell'originale (in cui al posto di Benoit
Magimel c'era Vincent Cassel), anche se sembra funzionare a dovere.
Il tocco di Luc
Besson ("Nikita", "Leòn", "Il Quinto
Elemento",
...), qui produttore e cosceneggiatore, si sente: i momenti di azione pura (inseguimenti, sparatorie,...) sono ben
riusciti e tengono alto il livello del film. La componente spettacolare non
trova forse pienamente sostegno nell'opera del regista, ma il montaggio in buona
parte riesce a rimediare. Dahan sembra volersi ispirare in particolare ai film
di M. Night Shiamalan (come "Il Sesto Senso" o "Signs"), mischiando componente misterica con azione e investigazione;
alla fine il film è un ibrido che unisce poliziesco, thriller e temi
religiosi sullo sfondo. Ma la sceneggiatura, pur con qualche
stralcio interessante (il prologo nel monastero, la scena dell'ospedale,
l'inseguimento di Kerkèrian) non sempre fornisce il sostegno necessario (la
parte di Cristopher Lee, pur bravissimo, sembra male integrarsi con il resto
della storia, il fungo-fortino nascosto nelle profondità della foresta pare
abbastanza ridicolo, si ignorano le più elementari leggi fisiche sulla
coagulazione del sangue, ...).
Daniele T.
Movie Maniac Parade |
Ciak |
Corriere della Sera |
International Movie Data Base |
INCASSI(USA / Italia) |
| 7,00 /
10
Così così |
4,40 /
10
(06-04-04) |
/ Alti |
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